a. Simbolismo di elementi architettonici e strutturali 
b. Simbolismo di oggetti 
c. Simbolismo di elementi naturali 
d. Simbolismo di gesti e atteggiamenti 
 
SIMBOLISMO DI ELEMENTI STRUTTURALI ED ARCHITETTONICI 
 
 
Acquasantiera e Battistero 
L’acquasantiera è' una vasca di varie forme e dimensioni posta all’ingresso dell’edificio, per contenere l'acqua "santa" che: i fedeli usano per il segno della croce, ricordano così il loro Battesimo. 
Il Battistero è invece il luogo dove è contenuta l’acqua per il battesimo: segno di Gesù acqua vivaE' anche detto il "fonte battesimale" perché è segno dell'acqua viva donata da Cristo: ecco perché in certe chiese di recente costruzione lo si è voluto simboleggiare con un piccolo getto di acqua zampillante.   
Il luogo della "rinascita" ieri Se siete un po' esperti di storia e geografia, se vi è capitato di girare un po' il mondo, oppure di vedere qualche chiesa antica, vi sarete accorti che solitamente là il luogo dove si riceveva il Battesimo non era dentro la chiesa, ma appena fuori: in epoca antica, infatti, erano soprattutto gli adulti a essere battezzati. Il periodo di preparazione era lungo e nel luogo del Battesimo c'era una grande vasca in cui i futuri cristiani venivano immersi per ricevere il sacramento. Il luogo della "rinascita" oggi Con l'andar del tempo il Battesimo cominciò essere dato soprattutto ai bambini, anche molto piccoli, considerandolo come il dono più grande che i genitori cristiani potessero fare ai loro figli. Oggi normalmente il luogo del Battesimo è all'interno della chiesa, all'ingresso o vicino all'altare. Questo specialmente perché negli ultimi anni si è compreso che è meglio amministrare il battesimo nella celebrazione della messa 
 
Altare 
L'altare è importantissimo nella Messa: è il centro dell'azione Liturgica e il centro simbolico della presenza del Risorto. Davanti all'altare si compiono i gesti (Sacramenti) più importanti della vita cristiana: matrimonio, comunione, ordinazione dei sacerdoti... un tempo perfino i re e i principi giuravano fedeltà al Signore davanti all'altare. Il nome altare deriva dall'unione di alta (alto) e ara (tavola di pietra usata dagli antichi per i sacrifici agli dei. In poche parole l'altare è un area particolare destinata a onorare e simboleggiare il nostro unico Dio presente in mezzo a noi. Poichè l'altare è la figura di Cristo, l'Agnello immolato, il vero altare del tempio di Dio, esso è anche l'immagine dei crisitani, pietre vive, che formano l'altare del Dio vivente. Ciò spiega la consuetudine di costruire gli altari sulla tomba dei martiri o di deporre sotto l'altare reliquie dei martiri: vengono queste vittime trionfali a prendere il loro posto nel luogo in cui Cristo si offre vittima. Oggi ancora, l'altare consacrato contiene le reliquie dei santi e dei martiri 
 
Ambone, Pulpito e Leggio 
Anche la 'mensa della Parola' ha varie forme. La più antica e importante, dal nome un po"strano", è l'ambone. E' una specie di tribuna sulla quale si sale per più gradini; è chiusa su tre lati da parapetti e ha la parte rivolta verso la gente a forma di leggio. E' il posto del Lettore e non del chierichetto. E' in luogo elevato perché tutti possano vedere e sentire (se per il lettore è più piccolo dell'ambone si sentirà magari la voce ma non si vedrà nulla!). In alcune Chiese vi sono addirittura due amboni: uno per il Vangelo (cornus Evangelii) e uno per le altre letture (cornus Epistulae). Ma allora l'ambone è il pulpito! Per la verità il pulpito è un ambone spostato, e serviva nell'antichità a porre più in alto il predicatore o a mettere in un luogo più vicino alla gente il lettore e il prete nelle chiese grandi. Infine vi è il leggio, che sarebbe una riduzione dell'antico ambone o pulpito. Può avere varie dimensioni e forme: è coperto da un tappeto che varia col variare dei colori liturgici. E' leggero e comodo da spostare; basta inciamparvi perfarlo cadere! State un po'attenti 
 
Cattedra del vescovo 
Una sede particolarmente importante è quella che possiamo vede nelle chiese dove risiedono i vescovi;  per noi è quella del Duomo. La sede del Vescovo cambia persino il nome: si chiama "cattedra che significa semplicemente "seggio" ma che mette in risalto tutta l'autorità dell'insegnamento e della parola del vescovo. Quando i fatti il vescovo parla della cattedra è come se prestasse la sua voce allo stesso Signore Gesù.... 
 
Forma dell’edificio 
Spesso la pianta delle chiese ha forma di croce, a ricordare il principale simbolo del cristianesimo, altre volte la forma è ottagonale o circolare, per indicare la centralità dell’Eucarestia nella vita dei fedeli. Vi sono moderne chiese che hanno la forma di una nave (Maiano) o di una tenda (Lignano) 
 
Gradini 
Quando saliamo i per andare in chiesa, non è soltanto il nostro piede e il nostro corpo che sale, ma anche tutta la nostra persona e la nostra anima. Salendo fisicamente ci avviciniamo maggiormente a Dio e ci rendiamo più puri, più sinceri, più buoni, migliori! I gradini che ci conducono dalla piazza alla chiesa ci dicono che stiamo per salire alla Casa della Preghiera e che siamo quindi più vicini a Gesù. 
 
Navata 
E’ la parte della chiesa nella quale si raccolgono i fedeli o l’ assemblea liturgica (=le persone della comunità cristiana) per celebrare la Messa o per pregare. La nostra chiesa è a tre navate, perché ne ha altre due laterali. 
 
Orientamento 
Normalmente l’ingresso è rivolto ad ovest, mentre l’altare gli è posto di fronte, ad est, la direzione del sole che sorge: la comunità vuole così esprimere di essere rivolta verso Gesù, unica vera luce che non conosce tramonto 
 
Porta 
Indica Gesù, attraverso il quale si può arrivare a Dio. In alcune chiese i portali sono decorati con scene che ricordano il giudizio universale o altri elementi della storia della salvezza. 
 
Presbiterio 
E’ quella parte della chiesa nella quale c’ è la mensa per la celebrazione (l’ altare), l’ ambone e la sede del celebrante (prete). L’ insieme di questi luoghi è sempre sopraelevato per indicare la sacralità del luogo; viene chiamato presbitero perché è il luogo specifico del presbitero (il sacerdote). 
 
Sede di chi presiede 
La sede è il luogo di chi presiede l'assemblea che celebra. Di solito è in una posizione abbastanza centrale perché il "presidente" non essendo troppo lontano dalla gente presente in chiesa possa realmente guidare la loro preghiera e possa essere visto e ascoltato facilmente. La sede non è una semplice sedia e qualche volta è fatta di pietra per sottolineare l'importanza di colui che, come un pastore, guida con le parole e con i gesti l'attenzione della sua gente perché sia tutta rivolta alle grandi meraviglie che il Signore compie nella celebrazione cristiana. 
 
Tabernacolo-Lampada del Santissimo 
Il tabernacolo è il luogo dove si custodisce l'Eucaristia. Può essere murale, collocato in mezzo ad un altare o anche fuori dall'altare in un luogo della chiesa molto visibile. Attualmente si consiglia di conservare la Santa Eucaristia in una cappella adatta alla preghiera privata dei fedeli. Davanti al tabernacolo, quando dentro ci sono le particole consacrate, arde sempre una lampada (anche nel tempio di Gerusalemme ardevano giorno e notte delle lampade). Indica la presenza eterna di Dio tra gli uomini 
 
 
 
 
 
SIMBOLISMO DI OGGETTI 
 
Abito Liturgico
Termine generico per indicare il vestito da indossare per le celebrazioni liturgiche E' tale anche la tunica del cantore, la veste del chierichetto.... Più propriamente lo indossa il sacerdote durante le celebrazioni liturgiche e le funzioni sacre. L’abito liturgico è composto da vari elementi che, con il loro simbolismo, differenziano il ruolo che chi li indossa ha nella celebrazione. Ma che cosa rappresenta la veste in generale? "Rivestitevi dell'uomo nuovo" ci dice un grande e famoso missionario del Signore. La veste come il comportamento esterno è capace di esprimere la novità e la bellezza interiore. E' quindi importante durante la festa della preghiera segnalare con vestiti particolari le grandi cose che a opera del Signore stanno avvenendo. 
 
Amitto e Camice:
L’Amitto è il rettangolo di tela bianca che il sacerdote pone sulle spalle e lega ai fianchi prima di indossare il camice. Quest’ ultimo è una veste bianca lunga fino ai piedi, di solito fermata ai fianchi dal cingolo. La si indossa per la S. Messa e per le celebrazioni liturgiche più importanti. Richiama l’abito festivo, è l’erede della tunica romana e va indossata da tutti coloro che hanno ricevuto l’ordine 
 
Ampolline 
Le ampolline, chiamate anche orcioli, sono piccoli vasi contenenti il vino e l'acqua per la S. Messa. Hanno forma arrotondata con restringimento al collo. Generalmente vengono poste su di un piattello e hanno un coperchio. Sono quasi sempre di vetro, ma non mancano ampolline di metallo o di materiali preziosi finemente lavorati. Non è però sempre stato così: solo nel XIII° secolo, infatti, compaiono le ampolline gemelle; prima si usava un grosso recipiente che conteneva o il vino per la S. Messa o l'acqua per la purificazione 
 
Animetta o palla 
L’animetta viene anche chiamata “palla”. E’ un quadretto di lino inamidato , di piccole dimensioni, che a volte si usa per coprire il calice durante la celebrazione della S. Messa 
 
Asciugatoio o Manutergio 
Chiamato anche manutergio. Viene normalmente usato assieme alla brocca per asciugare le mani del celebrante ad esempio durante la lavanda dei piedi o, assieme alle ampolline, viene portato all'altare per evitare di machiare in qualche modo la tovaglia. 
 
Aspersorio e Secchiello 
L’aspersorio è uno strumento in metallo o di crine con cui si spruzza ovvero si asperge, l'acqua benedetta contenuta nel secchiello. A volte, in senso lato, con questo termine si indica lo stesso recipiente che contiene l'acqua benedetta, che tuttavia, può essere chiuso e dotato di forellini per l'uscita dell'acqua santa ed essere così correttamente indicato come aspersorio. Nel secchiello  si mette l'acqua benedetta che serve per le aspersioni liturgiche. 
L’acqua usata nelle aspersioni richiama l’acqua battesimale e tutti i suoi significati 
 
Brocca 
E' un'anfora di metallo, di ceramica oppure di vetro, che si usa per portare all'altare l'acqua che serve al sacerdote per lavar le mani (anche:abluzione) quando, durante la Messa, l'offerta dei doni è molto lunga oppure è stata seguita dall'incensazione. Si usa durante la Lavanda dei Piedi il Giovedì Santo 
 
Calice  
E’ un vaso sacro, nella fattispecie una coppa di metallo che nel sacrificio eucaristico riceve il vino destinato a diventare il sangue di Cristo. Questa coppa è sempre in materia preziosa e nobile. Il calice viene benedetto dal Vescovo o anche da un Sacerdote con un rito particolare 
 
Campanello: 
In alcune chiese lo si usa ancora per indicare all'assemblea il momento dell'elevazione nella S. Messa. Più usato quello a muro posto alla porta della sacrestia: serve ad avvisare il popolo dell'inizio della celebrazione. Si usa pure alla Resurretio Domini nella Veglia Pasquale. E’ simbolo di grande festa e sottolinea l’importanza del momento 
 
Candele 
Quelle poste sull’altare richiamano il cero pasquale e il suo significato. Quelle devozionali sono invece simbolo della fede del credente, fede che è scaturita dalla luce di Cristo e ad essa si alimenta 
 
Casula 
Vestito ampio a forma di mantello con una sola apertura sulla sommità per introdurvi il capo. E' di stoffa e di vari colori: bianca, rossa, verde, violacea o nera, viene indossata dal sacerdote per la celebrazione della Messa o dei Riti Liturgici ai quali è associata la Messa; ricopre le spalle e le braccia, fin quasi ai piedi. Rivestendo la Casula, il sacerdote "indossa" Cristo nella cui Persona si appresta ad agire. 
La differenza di colore dei paramenti serve ad esprimere in modo visibile la caratteristica particolare dei misteri che vengono celebrati nei vari periodi dell'anno liturgico. 
 
Cero Pasquale
Si tratta di una candela di grosse dimensioni. Il cero viene benedetto durante la Veglia Pasquale. Lo si mette accanto all'altare durante il tempo pasquale e si espone in occasione del conferimento del Battesimo e delle Esequie dei defunti. Simboleggia il Cristo Risorto e la sua vittoria sulla morte 
 
Croce 
Sopra o vicino ad ogni altare c'è sempre una croce. Essa è il simbolo della nostra redenzione, della nostra salvezza. Su di essa Cristo ci ha donato la vita e ha vinto la morte. La croce "astile" (perchè posta sull'asta) viene adoperata nelle processioni e viene incensata in segno di rispetto. 
 
Conopeo 
E’ la “tendina” che copre la porta del tabernacolo, questa è sempre presente quando dentro il tabernacolo sono custodite le particole consacrate; Viene cambiata secondo i tempi dell’anno seguendo la regola dei colori liturgici 
 
Colori liturgici 
Il Bianco: 
si usa nel periodo pasquale e in quello natalizio; nelle feste del Signore, della Madonna e degli Angeli e dei Santi non martiri. Evoca la purezza, la gioia, la luce e lo splendore di tutto ciò che riguarda Dio. 
Il Rosso: 
evoca il sangue e il fuoco. E' usato nella Domenica delle Palme, nel venerdì santo, nella Pentecoste, durante le feste degli Evangelisti, Apostoli e Santi Martiri. Ugualmente nella festa dell'esaltazione della S. Croce. E' il simbolo dello Spirito Santo e del suo dono d'amore che rende capaci di testimoniare la propria fede fino al martirio. 
Il Verde: 
si usa nel tempo ordinario, cioè dal Battesimo di Gesù alla Quaresima e da Pentecoste all'Avvento. Simboleggia la chiesa appena sorta e l'inizio di una nuova vita ancora verdeggiante. 
Il Viola: 
è il colore dei tempi di penitenza: Avvento e Quaresima, e inoltre negli Uffici e nella Messa dei defunti. 
Il Viola Nero: 
è meno usato, in genere per la Messa dei defunti. 
 
Corporale: 
E’ una tela quadrata, fortemente inamidata, che si stende al centro dell’altare prima di deporvi i doni e i vasi sacri, ma anche in altri momenti eucaristici. E’ come l’animella ma più grande 
 
Dalmatica 
E' la veste liturgica propria del diacono. E' una tunica aperta sui fianchi e di vari colori, come richiesto dai tempi liturgici. Sotto la dalmatica il diacono porta la stola. 
 
Mitra 
Copricapo di forma allungata e appuntita, ornato e decorato. Dietro la mitra pendono due "fanoni". Di colore bianco e oro, la mitra è riservata ai vescovi e agli abati dell'Ordine monastico per le celebrazioni solenni: Messa, Vespro, Processioni, Confermazione , Ordinazioni 
 
Ostensorio 
E' un oggetto d'oreficeria destinato a ricevere l'ostia consacrata in modo che possa essere vista da tutti. Abitualmente l'ostensorio è fatto di un piede che sostiene un motivo ornamentale dorato o argentato al centro del quale si può collocare un'ostia grande per l'adorazione e la Benedizione Eucaristic 
 
Ostia 
Sono dischetti di pane non lievitato e non salato utilizzati per la celebrazione eucaristica: durante la consacrazione diventa il corpo di Gesù 
 
Pastorale 
Bastone dato ai vescovi o agli abati alla loro consacrazione e de essi usato per le celebrazioni liturgiche. In legno o metallo dorato o argentato, il pastorale è segno dell'autorità del pastore sulla diocesi o sull'abbazia 
 
Patena 
La patena (detta DISKOS in Oriente), era in origine un piatto circolare, poco profondo, e quindi molto indicata per contenere l'Eucaristia. Le patene antiche erano a volte molto grosse e finemente lavorate con decorazioni. Pensate che il peso medio di una patena era di 6 kg! Sono destinate a contenere il pane eucaristico e questo basta a renderle prezios 
 
Piattello 
E’ un piccol.o piatto, generalmente metallico, che si usa durante la comunione dei fedeli e viene tenuto sotto le mani o sotto il mento, per evitare che la particola consacrata possa cadere a terrra 
 
Pisside 
La pisside (da PIXIS che indica una scatola rotonda) fu in uso sin dalla chiesa primitiva per conservare il pane eucaristico. Ha avuto nella storia forme diversissime. Nella chiesa di Roma dei primi secoli l'Eucaristia era conservata per i malati in cesti di vimini (cistae) o in cofanetti (arca); ma nelle Chiese si usavano delle scatole rotonde dette `pissidi'. C'è stato un periodo in cui erano nascoste in Sacrestia; poi furono messe in Chiesa nei tabernacoli o nelle "colombe eucaristiche"! Erano contenitori a forma di colomba che 'volavano' sopra l'altare! Oggi le pissidi hanno il piede, cioè una base circolare analoga a quella del calice. Così sono più facili da usare quando si deve distribuire la comunione. 
 
Piviale e Continenza 
Il piviale è un ampio mantello a cappuccio. Lo si usa in molte funzioni liturgiche. Lo si indossa sopra la cotta o il camice. Anche il piviale è nei diversi colori liturgici. La Continenza, detta a volte "velo omerale", è una stoffa bianca o dorata che il sacerdote indossa sopra il piviale in occasione della benedizione Eucaristica 
 
Purificatoio 
Piccolo panno di lino, dalla forma e dalla misura di un fazzoletto, che serve ad asciugare il calice, a pulire la patena e il bordo del calice nella Comunione al calice.Viene portato all'altare insieme al calice durante la presentazione dei doni 
 
Stola 
E’ una striscia di stoffa in forma di sciarpa, era originariamente un’insegna profana associata all’abito degli alti dignitari della corte imperiale romana. Il vescovo e il presbitero la portano in modo che essa penda dalle spalle sul davanti, mentre il diacono la porta a tracolla, dalla spalla sinistra al fianco destro. Il colore della stola è lo stesso della casula 
 
Tunica e cotta 
Sono le vesti proprie di chi serve all’altare (chierichetti): la prima è un abito lungo e con maniche lunghe, nera o rossa, la seconda è una veste bianca, di mezza lunghezza e con maniche corte, in genere ricamata e ornata di pizzi 
 
Turibolo e Navicella 
L’incenso viene custodito nella navicella (scatolina metallica con coperchio e cucchiaino) e fatto bruciare nel turibolo, un contenitore rotondo sostenuto da catenelle. Vi si mette la brace sulla quale si pone l'incenso. Durante l'infusione il sacerdote prende l'incenso dalla navicella e lo mette nel turibolo benedicendolo. In questo modo la nube di incenso diviene offerta gradita a Dio e segno della preghiera della chiesa che sale, pura, verso il cielo. 
 
 
 
 
 
SIMBOLISMO DI ELEMENTI 
 
 
Acqua 
L’acqua  è un elemento essenziale: disseta e vivifica, serve per lavarsi e per rinfrescarsi. Ma può anche distruggere e creare caos. 
Il suo significato religioso: nella maggior parte delle religioni ha un significato purificatore e veniva (viene) utilizzata per abluzioni, con il significato di invocare la remissione delle colpe. 
In oriente l’ospite veniva accolto lavandogli i piedi. In Egitto si credeva che l’immersione in un’acqua particolare potesse liberare dalla morte 
L’acqua nella Bibbia Nella Bibbia l’acqua assume più significati: c’è l’acqua dell’ “in principio”, della creazione,fonte della vita, ma c’è anche l’acqua del diluvio, c’è l’acqua del Mar Rosso che garantisce la libertà agli ebrei, ma che distrugge gli egizi. L’acqua veniva usata per i riti purificatori; Gesù santifica l’acqua  del Giordano immergendosi in essa per il battesimo; dal costato trafitto di Gesù sgorga, assieme al sangue, acqua, che diventa simbolo dello Spirito Santo. 
L’acqua nella liturgia .sono essenzialmente due i momenti fondamentali in cui l’acqua compare nella liturgia: 
il battesimo: dove sta a significare la rinascita ad una nuova vita, rinascita carica di tutti i significati sopra citati; le diverse aspersioni o benedizioni si richiamano al significato battesimale 
la celebrazione eucaristica: qui vi è un duplice significato: di purificazione, quando dopo la raccolta delle offerte il sacerdote si lava le dita, e di presenza dello Spirito Santo, quando viene unita al vino nel calice. 
 
Cenere 
La cenere è ciò che rimane della combustione, lo scarto. 
Il suo significato religioso.Anticamente in Oriente il cospargersi di cenere era ritenuto segno di caducità, di pentimento o di purificazione; per gli indù esprime la rinuncia al mondo. 
La cenere nella Bibbia. Nell’AT sono vari i richiami all’uso della cenere imposta sul capo come rito penitenziale. 
La cenere nella liturgia. Con il medesimo significato di invito alla riflessione e alla revisione della vita, viene posto sul capo dei fedeli il primo giorno di quaresima: il mercoledì delle ceneri, appunto. 
 
Colori 
Il significato dei vari colori dipende essenzialmente dalle diverse culture, in generale comunque sono collegati agli stati d’animo. 
Il loro significato religioso.la simbologia dei colori è pertanto fortemente differenziata a seconda delle varie culture e culti. 
Per il significato cristiano cfr pag. 2 
 
Fuoco 
Il fuoco riscalda, protegge, illumina, raffina e quindi trasforma…ma anche divora, distrugge. 
Il fuoco spesso indica una passione, un sentimento fortissimo, irresistibile 
Il suo significato religioso. Il fuoco è da sempre stato usato per consumare le offerte agli dei, è quindi diventato segno della presenza di Dio, anche per la carica archetipa che esso ha: Dio è una presenza che riscalda, illumina e protegge, è una presenza irresistibile, che ti raffina e ti trasforma 
Il fuoco nella Bibbia. Nell’AT il fuoco è sempre manifestazione di Dio: il roveto ardente di Mosè, la colonna di fuoco che guida gli israeliti nel deserto, il fuoco di Elia. Nel nuovo testamento questa presenza si esplicita nello Spirito Santo: fuoco di Pentecoste. 
Il fuoco nella liturgia. E’ usato direttamente solo la notte di sabato santo, come elemento che richiama la potenza rinnovatrice di Dio: è il fuoco che annienta il potere delle tenebre, Gesù che vince la morte. 
In molte preghiere è poi citato in riferimento allo Spirito santo 
 
Incenso 
L'incenso è una resina profumata che si ottiene da un arbusto, usata fin dall'antichità nei culti pagani come offerta religiosa, produce molto fumo e un intenso profumo 
Il suo significato religioso Usato in moltissimi culti religiosi per i suoi effetti fumogeni e per il profumo che servivano per evocavare o riconoscere la presenza divina. La usavano anche i sacerdoti di Gerusalemme: la bruciavano davanti all'altare di Jahvè in segno di onore e devozione. 
L’incenso nella Bibbia In parecchi salmi l’incenso è utilizzato come simbolo di preghiera gradita: Jahvè non gradisce le offerte materiali ma la sincerità del cuore dei fedeli. In diversi passi biblici poi, la “colonna di nube” è segno della presenza di Dio. I Magi infine portano in dono a Gesù dell’incenso in segno di devozione e adorazione.. 
L’incenso nella liturgia. Nel culto cattolico fu introdotta solo dopo il IV secolo, in segno di preghiera e devozione nei confronti del Signore. Quando l’incenso è fatto salire verso l’altare simboleggia propriamente la preghiera dei fedeli, quando invece l’incenso viene dispensato sull’assemblea o sulle offerte, indica consacrazione: quelle persone e quelle cose segnate, circondate, con l’incenso sono riservate a Dio. 
 
Luce 
La luce scaccia il buio e fa passare la paura; la luce permette di vedere e quindi di agire; la luce del sole è vitale. 
Il suo significato religioso: nelle diverse religioni ha sempre rappresentato il mondo della vita, gli dei buoni (eccetto che per i Sumeri); si conoscono  riti legati alla luce in corrispondeza di particolari momenti od eventi astronomici; nei sepolcri spesso c’erano della lampade. 
La luce nella Bibbia Nell’AT la luce indica Dio, salvezza per gli uomini;, nel nuovo testamento la simbologia della luce applicata a Gesù è abbondante, Gesù è la luce che illumina la via della salvezza, ma in particolare in riferimento alla resurrezione: la luce che le tenebre non hanno soffocato 
La luce nella liturgia E’ molteplice l’uso della luce nella liturgia Cristiana, indica sia il Cristo che la fede in esso: 
- Veglia pasquale: la luce che dal cero passa alle candele dei fedeli  e squarcia le tenebre in cui è avvolta la chiesa indica la vittoria sulla morte che da Gesù è comunicata a tutti. 
- Battesimo: richiama la luce pasquale, innesto in Cristo risorto 
-      Liturgia dei defunti: indica la fede nella resurrezione 
 
Olio 
L’olio oggi è semplicemente un elemento della nostra alimentazione, molto comune e diffuso. Nell’antichità invece era piuttosto prezioso, costituiva anche un medicamento Il suo e il supporto per sostanze cosmetiche e profumate 
significato religioso In parecchie culture si riteneva che l’olio avesse un’energia particolare, sia per le sue caratteristiche fisiche e chimiche (non si mescola all’acqua, isola e rende impermeabile ciò che è unto…) che per la sua preziosità 
L’olio nella Bibbia Nell’Antico Testamento l'unzione aveva significato di consacrazione: i sacerdoti e i re e profeti d'Israele venivano unti con l'olio e in questo modo consacrati al Signore e investiti di una missione affidata loro da Dio. Gesù è l'"Unto", il Cristo. Nei salmi l’olio è simbolo di benedizione divina 
L’olio nella liturgia: L'uso dell'olio nelle celebrazioni liturgiche è di antica data.. Nella nostra liturgia l'olio viene usato: 
Nel battesimo: il sacerdote unge il bambino con l'Olio dei Catecumeni (i battezzandi venivano unti con l’olio dei lottatori: simbolo di fortificazione), poi con il Crisma per significare la sua consacrazione: entra nel popolo di Dio ed inizia a partecipare al sacerdozio di Cristo. 
Nella cresima: Il Vescovo segna la fronte del cresimando col Crisma (olio misto al balsamo). Si è così cosacrati testimoni della fede. 
Nell'unzione degli infermi: L'olio cancella i peccati e aiuta il malato a superare con coraggio la sua malattia. 
Nel sacramento dell'Ordine: il Vescovo unge con il Crisma le mani dei nuovi presibiteri e il capo di un nuovo Vescovo come segno della consacrazione avvenuta per opera di Dio. 
 
Pane 
Il pane, uno degli alimenti fondamentali dell'uomo, sazia la nostra fame e ci dà energia. Dobbiamo quindi considerarlo come una necessità vitale. Esso è frutto della terra, ma allo stesso tempo, frutto del faticoso lavoro umano; è fatto di farina ottenuta dall'unione di tanti chicchi di grano. 
Il suo significato religioso Nei tempi antichi, e anche nell'Antico Testamento, il pane era considerato un dono di Dio o degli déi. La sua offerta diventa segno del dono di sè a Dio. Solo più tardi è diventato simbolo del lavoro e della fatica umana. Per gli antichi, mangiare il pane durante i propri culti significava ricevere la vita divina. 
Il pane nella Bibbia. Già nell'Antico Testamento Dio parla di sè attraverso il segno del pane. Al popolo che cammina nel deserto, Egli dona la manna come segno della sua attenzione e premura per l'uomo. Dio è davvero indispensabile per la vita dell'uomo, proprio come il pane, anzi, più del pane, infatti è scritto nella Bibbia: "Non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". (Dt 8,3).Ai suoi discepoli insegna a chiedere nella preghiera il "pane quotidiano" cioè quello necessario alla vita; e questo non è solo il pane della tavola ma anche il "pane-di-Dio", che è Gesù stesso. Infatti Egli si dona a tutti in abbondanza (ricorda la moltiplicazione dei pani); attraverso di Lui si vive l'amicizia profonda con Dio che supera anche la morte: "chi mangia questo pane vivrà per sempre " (Gv. 6,5 1); e tutti coloro che mangiano il Suo pane crescono nell'amore fraterno e formano un nuovo popolo: la Chiesa.  
Come un pane Gesù si è spezzato e offerto per tutti: nell'ultima cena ha voluto che proprio il pane fosse il segno del dono di tutta la sua vita per noi. 
Il pane nella liturgia. 
Ci sono parecchie azioni nella celebrazione dell'Eucarestia che hanno per protagonista il pane: - ricorda il momento della presentazione delle offerte: lì il pane è segno del lavoro di ogni uomo e dell'offerta che ciascuno fa di se stesso al Signore; offrire il pane è anche un gesto di ringraziamento per ogni dono che ci viene da Dio; nel momento più importante della celebrazione il pane che abbiamo portato all'altare ci viene riconsegnato come corpo di Gesù; così Egli ci dona la sua vita, la sua presenza, il suo aiuto; -fedeli all'insegnamento di Gesù anche noi chiediamo al Padre tutto ci che è necessario per vivere nella preghiera del "Padre nostro"; - il pane spezzato è poi distribuito a tutti gli invitati al banchetto di Gesù; chi mangia l'Eucaristia riceve lo Spirito di Gesù che fa crescere nella capacità di amare Lui e gli altri 
 
Vino 
Il vino è una bevanda. E non soltanto bevanda che spegne la sete; questa è soprattutto l'acqua. Il vino è qualcosa di più: non solo spegne la sete ma è anche la bevanda della gioia, della vita, dellafesta.  
Il suo significato religioso Presso gli antichi ebrei il vino era considerato una bevanda di vita e di immortalità. Per i mussulmani è la bevanda dell'amore divino, il simbolo della vita piena, della conoscenza di Dio, dell'eternità. Inoltre era molto importante nel culto dei morti: era offerto nel giorno della morte e nel giorno destinato al ricordo dei morti.  
Il vino nella Bibbia. Nell'Antico testamento il vino era considerato il simbolo di tutti i doni provenienti da Dio, era la bevanda della vita che sa donare consolazione e gioia e curare la sofferenza dell'uomo. Per questo motivo nei banchetti non poteva mai mancare il calice del vino, sul quale si pronunciava poi una preghiera di ringraziamento. Per indicare la gioia della vita futura la Bibbia dice che nel banchetto finale il Signore offrirà agli ospiti vini raffinati, nelle nozze di Cana, l'acqua diventa ottimo vino è segno della gioia che il regno di Dio porta con sé. Gesù dà inizio definitivo a questo regno offrendo il vino che è il suo sangue versato per noi, e che ci unisce a Lui in una Alleanza eterna. 
Il vino nella liturgia. Come già il pane, anche il vino ha un 'importanza fondamentale nella celebrazione dell'Eucaristia: - lo presentiamo come offerta, segno del lavoro dell'uomo e del dono di noi stessi e come ringraziamento per i doni avuti da Dio; - il sacerdote accoglie il nostro dono e lo presenta al Signore aggiungendovi un po'di acqua: acqua e vino sono simboli del Battesimo e dell'Eucaristia, i due "grandi "sacramenti nati dalla morte e risurrezione di Gesù; - il dono dello Spirito invocato sul vino lo trasforma nel sangue di Gesù, che ci purifica da ogni peccato e ci dona la gioia della comunione con Lui. 
 
 
 
 
 
 
SIMBOLISMO DI GESTI E ATTEGGIAMENTI 
 
 
Battersi il petto 
Indica il riconoscimento delle proprie mancanze e delle proprie responsabilità; è un gesto penitenziale 
 
Camminare 
E’ l’atteggiamento di Abramo che lascia Ur, degli ebrei che lasciano l’Egitto, degli apostoli che seguono Gesù. 
Camminare comunemente è metafora della vita, per i cristiani indica una vita vissuta nella fede e nella sequela di Gesù. 
Le processioni e i pellegrinaggi evocano proprio questa ricerca di Dio e questa disponibilità a seguirlo. 
 
Cantare e Danzare 
Indicano adesione emotiva intensa al momento che si sta vivendo, creano coralità e senso di appartenenza, La danza in particolare esprime gioia. 
 
Imposizione delle mani 
E’ un gesto di consacrazione, trasmissione di potere divino, trasformazione sotto l’azione dello Spirito Santo: il sacerdote impone le mani sul pane e sul vino per trasformarli in corpo e sangue di Gesù; impone le mani sui battezzandi, per invocare lo Spirito Santo e consacrarli nel Battesimo; il vescovo impone le mani ai diaconi e ai sacerdoti durante la loro ordinazione. 
 
Inchinarsi 
E’ un gesto che esprime rispetto, venerazione, ma anche accettazione del mistero e della potenza di Dio: il cristiano china il capo ogni volta che riceve una benedizione o che viene nominata la trinità, china il capo durante le invocazioni dello Spirito Santo, lo china passando davanti ad una croce o al celebrante durante una liturgia, che in quel momento rappresenta Gesù. 
 
Mani giunte 
Giungere le mani indica raccoglimento: isolarsi dal mondo circostante per poter ascoltare Dio, per poter guardare nel più profondo del proprio cuore. 
E’ segno della preghiera di ascolto 
 
Mani aperte e alzate 
E’ l’atteggiamento proprio delle preghiere di invocazione, di richiesta: tiene le mani alzate il sacerdote durante la preghiera eucaristica, le tengono in questo modo i fedeli durante la preghiera del Padre nostro. 
 
Stringere la mano, baciarsi 
E’ segno di riconciliazione, di accoglienza e di coesione; lo scambio della pace esprime l’appartenenza alla medesima famiglia, volontà di comunione. Gesù dice chiaramente nel discorso della montagna che la riconciliazione con i fratelli deve precedere la liturgia. 
 
Mani a coppa 
Sono le mani disposte per accogliere la particola consacrata: Gesù è deposto nelle mani dei fedeli, che esprimono così la loro disponibilità ad accoglierlo nella loro vita. 
 
Segnarsi con la croce 
Richiama gli elementi fondamentali della nostra fede: l’unità e trinità di Dio e la morte e resurrezione di Gesù, è espressione di appartenenza e consacrazione. 
 
Stare in piedi 
E’ l’atteggiamento principale nella preghiera cristiana: indica pronta disponibilità (gli ebrei nella prima pasqua mangiarono in piedi), ma anche consapevolezza di una grande dignità: il cristiano è figlio e non schiavo di dio, può stare in piedi di fronte a Lui 
 
Stare seduti  
Indica raccoglimento, disponibilità all’ascolto, condivisione del proprio tempo, ma anche riposo e momento di rigenerazione: il cristiano trova nella liturgia il sollievo dalle fatiche quotidiane e si ricarica di nuova forza nell’ascolto della Parola. 
 
Stare in ginocchio 
L’inginocchiarsi è un gesto per farsi piccoli davanti a Dio; segno di preghiera intensa, di raccoglimento e adorazione, ma anche di penitenza e di sottomissione. 
 
Prostrarsi 
La prostrazione, l’essere disteso, indica l’abbandono totale: chi è steso è indifeso, non vede ciò che gli accade attorno e non può controllarlo, richiama anche la morte: esprime la totale rinuncia alla propria volontà, per affidarsi a Dio solo. 
Si prostrano i sacerdoti e i religiosi durante la loro consacrazione. 

 

 

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