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La chiesa di  
San Giorgio  
 
 
È documentata l’ esistenza del borgo di Cabia all’ inizio del 1300. Il cristianesimo era già diffuso non solo in Carnia,ma anche in diverse regioni oltre confine; nel tredicesimo secolo infatti il Patriarcato di Aquileia aveva raggiunto la sua massima estensione ed era non solo una potenza dal punto di vista politico, ma soprattutto religioso.  
Nel 1327 Manno de’ Capponi nel suo testamento spirituale,enumera tutte le chiese che allora erano soggette a S. Pietro di Carnia, sede vescovile, tra cui la Chiesa di S. Giorgio di Cabia.
Le prime famiglie che hanno dato origine al borgo erano certamente benestanti e godevano un notevole prestigio presso il Patriarca aquileiese, tanto da ricevere in censo tutto il territorio del monte di Cabia fino a comprendere il monte Cucco.  
A questo periodo risale certamente la prima chiesetta con muratura in pietra: davanti aveva un piccolo sagrato e all’ interno c’era un unico altare in legno rivolto ad oriente, com’era costume a quei tempi, all’ incirca dove ora si trova l’ altare di S. Gottardo. 
Agli inizio del ‘600, la popolazione era notevolmente aumentata tanto da rendere necessario l’ ampliamento della chiesetta originale fino a portarla a dimensioni vicine a quella attuale. Tali lavori sono documentati dalla pietra che si può vedere all’ esterno, sopra la porta dell’ ingresso, sotto il finestrone, che porta una iscrizione in latino datata 1650. L’edificio, con tetto in paglia subì un incendio e la ricostruzione lo portò all’attuale aspetto. 
Nell’odierna chiesetta si possono trovare opere di notevole valore artistico: la Pala di S. Gottardo del famoso pittore Nicolò Grassi, su commissione di Gregorio Leschiutta; la pila dell’ acqua santa che si trova a destra  della porta di ingresso, del 1736, e dello stesso periodo è certamente il fonte battesimale a sinistra; paramenti sacri, soprattutto un piviale di notevole valore ed una croce del ‘600. 
Sono da segnalare anche due dipinti: il crocefisso che si trova sopra la porta d’ ingresso della sacrestia ed un quadro di piccole dimensioni raffigurante i discepoli di Emmaus di pregevole fattura che meriterebbero certamente di essere restaurati. Gli affreschi che ornano l’ interno della chiesetta sono opera di Fantoni di Gemona. Di notevole pregio è l’ affresco del fronte centrale che forma la volta del soffitto, raffigura la SS. Trinità ed ai quattro costoni i quattro evangelisti. 
Grazie a un generoso concittadino che è voluto restare anonimo, dai primi di giugno del 2006 la chiesa parrocchiale di Cabia ha mandato in pensione il piccolo organo elettronico a una tastiera, che aveva svolto un ininterrotto e onorato sevizio fina dal 1997, per far spazio ad un nuovo imponente organo elettronico,con due tastiere e pedaliera, 24 registri manuali, pedali di espressione e crescendo, oltre a un considerevole numero di pulsanti per combinazioni fisse e programmabili. 
L’ inaugurazione ufficiale è avvenuta in occasione delle prime comunioni, il 6 giugno 2006. 
Per dare posto al nuovo strumento, senz’altro il più completo organo delle nostre parrocchie dopo quello a canne di Piano d’ Arta, è stata costruita una nuova pedana in legno, che ha trovato posto nella navata principale, poco avanti all’ altare dell’ Immacolata, sacrificando il primo banco della fila di destra. 
Come anche per l’ organo precedente, l’amplificatore e le casse sono celati dietro la parata di canne (vere,ma non funzionanti), che il compianto Bernardo Gonano aveva composto e sistemato sopra il confessionale, così i fedeli hanno davvero l’ impressione che il suono provenga dalle lucide file di canne che, ora, si trovano dirimpetto all’ organo. 
Davvero la piccola chiesa di Cabia ora appare ancora più preziosa e accogliente. 
Per iniziativa di Ermanno Zanier e degli abitanti della “zona”, sono state realizzate due nuove icone “maines” sulla strada che porta in località “Sompvile”. La particolarità di tale realizzazione risiede nel fatto che, in un’ unica struttura, sono state ricavate due nicchie rivolte l’ una a nord, dedicata al Sacro Cuore di Gesù ed una a sud, dedicata alla Beata Vergine Maria. L’ opera, alquanto originale, dà prova della fantasia di chi l’ ha pensata e realizzata con passione e dedizione. 
Sentiamo spesso commentare che il mondo in cui viviamo attualmente non lascia spazio al pensiero e alla  meditazione su problemi che non siano quelli che riguardano strettamente la vita di ogni giorno, problemi di ogni tipo, che coinvolgono l’ individuo in modo talmente pressante da non lasciargli né il tempo né la possibilità di dedicarsi ad altre cose, compreso il fermarsi per meditare su ciò che è veramente importante nella vita. 
 
a cura di Andreina, Thomas e Cristian
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