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Per la sua costruzione probabilmente ci si ispirò a modelli già esistenti in zona. Nella cappella laterale destra vi è un nucleo di muratura molto antica, forse preesistente alla fondazione dell’edificio di culto, con una finestra incorniciata in pietra, che forse era la prima sacrestia. Probabilmente l’edificio aveva un porticato e un campaniletto a vela. Sono databili all’epoca delle sue origini parti di affresco scoperti sulle murature dell’abside nel 1923, raffiguranti sei figure di santi . Nei primi decenni del Seicento si costruì la nuova sacrestia e furono aperte le cappelle laterali in una delle quali venne collocato un altare di legno intagliato, dipinto e con dorature, dove si conserva un reliquiario con le reliquie di Sant’Antonio. La figura del santo ritorna nella pala dello stesso altare, mentre nel paliotto in cuoio è dipinto San Leonardo e, in alto, nella lunetta, c’è la Madonna con il Bambino e due Santi. Sulla pala di Sant’Antonio ancora si leggono chiaramente le parole.” Io Catterina Molinara detta Pasqualina feci fare per mia devotione Anno 1668”.
Nel 1712, allungata la navata di sei metri, fu anche costruita la torre campanaria. Nel corso dei secoli si eseguirono sempre molti lavori: vennero così aperte nuove finestre e chiuse altre, sostituiti intonaci e pitture, rifatti i pavimenti, tali lavori sono comunque scarsamente od affatto documentati.
La struttura, come era nel Settecento, si mantenne pressoché inalterata fino al 1955, quando fu abbattuta la facciata con il suo portale e le due finestre incorniciate in pietra e la chiesa venne allungata ancora una volta di ben otto metri. Il lavoro produsse un anonimo edificio con elementi in stile che, troncando tutti i riferimenti ed i legami con la storica origine della chiesa, pone i resti in una avvilente cornice. Sulla porta principale in pietra bianca venne scolpita la data MCMLVI
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