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Di questa prima chiesa, le cui dimensioni dovevano essere alquanto ridotte, sono rimaste solo poche notizie e riferimenti. Verso la metà del XVIII secolo, infatti, l’edificio originario scompare: le erosioni del torrente Squasse producono gravi fenomeni di instabilità al terreno su cui è costruito. Si decide allora di edificarne un altro su di un sedime più consistente. La nuova costruzione, composta da una navata di dimensioni interne di mt. 11,90 x 8,75 , da un abside pressoché quadrata con lato interno di mt. 7,10 e da una piccola sacrestia, ricalca schemi costruttivi in uso in quel momento. Sull’architrave della porta principale è scolpita la data 1745, anno in cui il lavoro fu portato a termine. Coperto con un tetto in tegole piane, di notevole pendenza, quest’edificio presenta la singolarità architettonica, peraltro riscontrabile in altre costruzioni coeve della Carnia, di avere il campanile impostato sull’angolo nord-est della navata, poggiante sui due muri perimetrali e su di un pilastro interno alla navata stessa.
Non è noto come questa torre fosse conclusa nella parte alta, in quanto dal piano della cella campanaria (quota mt. 12) al vertice della piramide di copertura, è in calcestruzzo e porta incisa la data del 1922. I volumi della chiesa comprendono anche una sacrestia sul lato ovest, costruita nella prima metà del secolo scorso, ma è completamente rifatta nel 1956. I soffitti sono piani, quello della zona absidale è decorato con stucchi e pitture. Sull’altare maggiore è sistemata la pala che Nicola Grassi eseguì nel 1742; i due altari laterali sono del 1856. Vi è una pila acquasantiera in marmo rosato ed una fonte battesimale in pietra grigia di stile cinquecentesco.
La storia ci indica che questa comunità, nei secoli passati, fino al XVIII secolo, conobbe in periodi alterni momenti di relativa agiatezza ed alcune famiglie importanti costruirono case spaziose e comode ancor oggi esistenti. Oggi, diminuita considerevolmente la popolazione, vi è un momento di ripiegamento che si riflette anche nella settecentesca chiesa.
Sono scomparse, all’interno, alcune opere d’arte originali che ornavano gli altari, sostituite da altre “moderne” ed anche negli interventi di restauro architettonico recenti è percepibile un impoverimento della comunità, che pur nella prima metà del settecento fu in grado di raccogliere risorse per costruire ed ornare la chiesa con preziose opere d’arte.
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