GUERRA TOTALE
Durante il XIX secolo si crearono degli attriti fra le grandi potenze, che si aggravarono sempre più a lungo andare.
A queste tensioni si aggiunse l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, che fu la scintilla per lo scoppio della guerra.
In pochi giorni il conflitto divenne generale.
Mentre le gerarchie militari e i governi pensavano che sarebbe stata una “guerra-lampo”, dopo qualche settimana il conflitto si trasformò in una “guerra di posizione”.
La guerra comportò un enorme logoramento di uomini, mezzi e risorse. Infatti milioni di soldati per quasi cinque anni si fronteggiarono nelle trincee, esposti a vari rischi, quali malattie, danni psicologici e fisici e la morte.
Inoltre i paesi più industrializzati del mondo erano in grado di garantire rifornimenti di armi e munizioni quasi illimitati, accentuando così l’equilibrio fra le diverse forze.
La guerra richiedeva anche uno sforzo gigantesco per produrre sempre più armi e munizioni, per rifornire di cibi, abiti e mezzi grandi eserciti: ciò si realizzò coinvolgendo uomini, donne e bambini nella produzione bellica.
Non vanno però dimenticate le atrocità compiute dagli stati belligeranti sui civili, contro cui era stata esercitata una violenza molto simile a quella che nel secolo precedente era stata attuata nei confronti delle popolazioni non europee delle colonie.
Possiamo dunque definirla guerra totale, poiché non vi fu distinzione tra il fronte e la società civile perché dalla capacità di quest’ultima di produrre e di resistere dipendeva il successo militare.
Il conflitto mondiale costò la vita a ben quattordici milioni di persone.
a cura di Eva Cristaldo