dati e analisi tratti da: Becker A. - Rouzeau S. A.,
La violenza, la crociata, il lutto: la Grande Guerra e la storia del Novecento,
Biblioteca Einaudi, Torino 2002
IL LUTTO
Le strutture sociali colpite dal lutto:
· i “gruppi primari” dei combattenti al fronte;
· la “famiglia ristretta”;
· la cerchia formata dai rapporti con amici.
Senso di colpa delle persone mature, di fronte alla morte dei giovani.
La commemorazione dei morti “eroici combattenti”:
ossari, monumenti, cimiteri di guerra, celebrazioni per il “milite ignoto” (gli scomparsi e coloro che non era possibile identificare furono in Francia circa un morto su due).
La grande attività commemorativa degli anni Venti e Trenta può essere considerata come l’espediente trovato dai contemporanei per vivere collettivamente il lutto, alleggerendone il peso.
La commemorazione dei morti in combattimento si è connotata in tutti i paesi di un’eroicizzazione fortemente segnata dal sacrificio, fatta propria dalle famiglie, che talora arrivano a una “santificazione”.
“L’epilogo del lutto pare in questo caso bloccato e ritardato dall’idealizzazione dell’”eroe” morto in guerra e dalla venerazione della sua memoria”.
La memoria negata
Le violenze subite dai civili nei territori occupati, i deportati e i prigionieri non vengono ricordate.