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ECONOMIA
E SOCIETA' IN CARNIA
fra '800 e '900
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L'autore,
Gabriele Renzulli, socialista, assessore regionale FVG per molti anni
in epoca craxiana, è noto a quelli di una certa età soprattutto per
la sua militanza politica ed il suo passato di responsabile della Sanità
friulana (il suo lungo cursus honorum è in aletta di copertina del
libro).
Eppure Renzulli, laurea in filosofia, fu ed è anche
uno studioso attento e preciso che ultimamente ha indagato a fondo
un particolare
periodo
della storia di Carnia: gli anni tra fine '800 e quelli di
inizio '900, cioè l'epoca che ha visto nascere
e poi svilupparsi quel caratteristico elemento sociale che va sotto
il
nome di cooperativismo (non a caso l'editore di questo
ponderoso e non facile volume è la Coop-Ca di Tolmezzo,
cui può essere richiesto gratuitamente il libro citando questa fonte
d'informazione), inteso non solo
come propaggine del socialismo ma anche come espressione della
dottrina sociale della chiesa cattolica.
Prima
però, Renzuli analizza la situazione della Carnia di allora in tutti
suoi variegati aspetti: dalle vie di comunicazione ai mezzi
di trasporto, dalla situazione mineraria alle industrie della trasformazione;
dalla
meccanica al tessile alla edilizia; si sofferma poi sull'agricoltura
e sulle fonti silvo-pastorali, delineando uno scenario che
ritengo sia ignoto ai più.
Presenta
poi il problema dell'emigrazione operaia di fine secolo XIX e ne
analizza quantitativamente e qualitativamente i pesi e le ricadute;
racconta
la nascita della Banca Carnica avvenuta il 29 marzo 1890 proprio
a Tolmezzo...
Alla
fine del secolo la borghesia è ancora la classe
dominante e dirigente in Carnia e l'attivismo borghese permea tutta
la Carnia; intanto
sorgono le prime società di mutuo soccorso,
socialiste e cattoliche, che vanno a sostenere le classi sociali
più umili e indifese.
Gli
ultimi capitoli del libro sono dedicati alla nascita del
PSI in Carnia,
dove altri segni della presenza socialista fioriscono e si rafforzano
negli anni...
Il
libro si conclude con una ponderosa appendice documentaria che raccoglie
i più significativi documenti storici citati nel libro.
Si
tratta, come si può evincere dai temi trattati, di una vasta
e importantissima opera, di non sempre facile lettura, che
va ad interessare non solo chi si professa o si crede (ancora) socialista.
Credo infatti che questo volume dovrebbe essere letto da tutti coloro
che amano conoscere
questo pezzo di storia di Carnia o che comunque amano la Carnia,
indipendentemente dalle proprie visioni politiche, passate o attuali.
Si tratta davvero di una opera globale,
sistematica,
unica
nel suo genere che, volendo fare una comparazione, mi ricorda l'impegno
e lo spessore culturale di Giorgio Ferigo (scomparso nel 2007). In
quest'opera di Renzulli infatti non riconosco più l'assessore
socialista del secolo scorso ma uno studioso raffinato, profondo,
esigente, affidabile ed attendibile. Non mi sarei mai aspettato infatti
che Renzulli,
una volta smessi gli abiti della militanza politica, indossasse le
vesti di uno storico così autorevole e preparato, così lucido
e imparziale.
Debbo
riconoscergli ora, dopo tanti anni, una onestà intellettuale
ed una solidità culturale che mai avrei immaginato. Non
capisco però
perchè Renzulli abbia atteso così tanto per esprimere
questa enorme potenzialità finora inespressa, che lo pone
all'attenzione degli studiosi friulani di
storia e, in Carnia, lo proietta sicuramente ai vertici, dopo la
scomparsa di Giorgio Ferigo.
A
meno che in Carnia non ci siamo mai accorti di lui, a motivo di
altri suoi interessi culturali che esulavano
dalle nostre tematiche, la cui eco non lambiva le creste dei
nostri monti. Ora dunque sappiamo che Renzulli esiste (eccome)
e si è già sistemato placidamente (e autorevolmente)
sul Coglians...
