Le comunità di villaggio
La Carnia era divisa in quattro quartieri, corrispondenti alle sue principali vallate. I quattro quartieri erano: San Pietro (valle del But), Gorto (valle del Degano), Socchieve (valle del Tagliamento) e Tolmezzo.
Tolmezzo, vista la sua posizione geografica (alla confluenza delle quattro principali vallate: But, Degano, Tagliamento e Fella) era a capo della Provincia della Carnia e sede del gastaldo.
Il gastaldo all’inizio era il rappresentante del Patriarca e successivamente diventò quello della Repubblica Veneta. I suoi compiti principali erano l’esazione delle tasse e l’amministrazione dei beni del Patriarca prima e dei Veneziani in seguito.
Ogni quartiere era rappresentato da un capitano. Quello di San Pietro, suddiviso in due parti (sopra il torrente Randice e sotto), aveva due capitani, aventi ognuno le responsabilità sulla propria zona, ma aveva una sola voce nelle grandi adunanze, cioè le riunioni della Provincia della Carnia. I capitani erano eletti dai meriga, o sindaci, delle ville del quartiere, che a loro volta erano eletti dai capifamiglia in un’assemblea (Vicinia).
La Vicinia era l’organo fondamentale del comune (o Villa). Essa si riuniva con modalità prestabilite, in genere dopo che un banditore aveva suonato la campana, in un luogo prestabilito: di solito d’estate all’ombra di un tiglio e d’inverno o nella casa comunale, se esisteva, oppure in un’abitazione privata. I vicini discutevano in libertà tutti gli oggetti di interesse comune, amministravano i beni collettivi e ne facevano il bilancio. Ad intervalli regolari (in genere una volta all’anno), eleggevano i membri della Banca (giunta) e il meriga. Norme severe, scritte ed orali, contribuivano al funzionamento dell’assemblea ed al contegno dei vicini.
A cura di: Alessandro Di Bert e Giovanni Silverio
Da S. Barbacetto “Tanto del ricco quanto del povero”, Coord. Circ. Cult. Carnia