Economia e mercati
Dopo il Mille l’economia era ancora poco sviluppata, ma il commercio andò progressivamente crescendo, favorito dalla posizione del Friuli.
Nel 1258 si formò anche un mercato a Tolmezzo, questo venne concesso da Gregorio di Montelongo, e così gradualmente Tolmezzo divenne il centro più importante della Carnia.
L’economia in Carnia era basata soprattutto sullo sfruttamento dei pascoli, che con l’allevamento permettevano la produzione di formaggi e la vendita di vitelli ai forestieri, e dei boschi, da cui provenivano i tronchi che venivano fatti scendere a valle mediante la fluitazione.
L’agricoltura in Carnia, povera e limitata in spazi poco estesi, produceva frumento, segale, avena e fave.
Inoltre si svolgeva l’attività di estrazione mineraria, in particolare nella valle del Degano.
Anche in Carnia dopo il Mille c’è una fioritura economica; in particolare tra il Mille e il Milleduecento l’economia cresce, la popolazione produce beni di consumo, beni di lusso per l’epoca, non solo beni alimentari. Si registra un incremento demografico. Che ci fosse un fermento lo si coglie in particolare dai testamenti, che spesso si facevano durante i mercati, dove si vendeva e si comprava ogni tipo di bene e dove si presentavano anche i notai. C’erano tanti mestieri. I fabbri producevano gli attrezzi di ferro, indispensabili a quel tempo per tutti i lavori (in campagna, nei boschi…); erano personaggi un po’ magici, misteriosi, perché lavoravano con il fuoco. C’erano artigiani che producevano beni di lusso: sarti, tessitori, calzolai. Li conosciamo proprio perché compaiono come testimoni negli atti redatti dai notai. Dovevano essere persone stimate e ben conosciute, perché erano i garanti della veridicità di quello che veniva registrato nell’atto.
Nei confronti del patriarca i Carnici erano esonerati da quasi tutti gli obblighi fiscali e militari, mentre dovevano assicurare la vigilanza dei tredici passi e la manutenzione delle strade.
A cura di Alain Englaro e Francesco Piazza
D aG.C. Menis, Storia del Friuli,SFF; G. Ellero, Storia del Friuli, Ribis Ed;
Lezioni del Prof. Gilberto Dell'Oste