L'organizzazione politica
Il Parlamento della Patria
I primi parlamenti si formarono nel Medioevo dove il principe signore, per frenare gli interessi dei feudatari, riuscì a riunire in assemblee i suoi vassalli per domandare loro il pagamento di tasse e contributi a favore del suo esercito. I vassalli volevano essere chiamati soprattutto nelle decisioni importanti e in particolare per quelle che li riguardavano.
Anche in Friuli, già nel XII secolo si riuniva un parlamento, assemblea formata dai rappresentanti dei nobili e dal clero, che esprimevano la loro opinione sul denaro e sui soldati che ciascun feudatario doveva fornire al patriarca. Gradualmente, il parlamento diventò un’assemblea più ampia, a cui partecipavano il clero, i nobili e i deputati dei liberi comuni. Era un’assemblea legislativa, che assisteva il patriarca nel governo dello stato.
Le leggi dello stato del Friuli furono raccolte nelle Costituzioni della Patria delFriuli, per opera del patriarca Marquardo, nel 1366.
A cura di Nicola De Conti e Mattia Delli Zotti
Da Gian Carlo Menis, Storia delFriuli, SFF
I Comuni
Il comune era un organismo amministrativo con a capo un decano (o meriga in Carnia).
L’assemblea degli abitanti del villaggio (vicìnia) si riuniva al suono di una campana.
Era composta dai capifamiglia che eleggevano il decano e i giurati.
La vicìnia organizzava l’uso dei pascoli e degli altri beni comuni da parte degli abitanti, controllava l’attività del parroco, interveniva nelle liti tra vicini, faceva costruire strade e ponti, in caso di necessità si incontrava con i villaggi vicini e si rivolgeva alle autorità superiori.
Il comune del Friuli era diverso da quello di altre regioni italiane, perché non si oppose al patriarca, cioè all’autorità superiore, per avere maggiore autonomia.
A cura di Nicola De Conti e Mattia Delli Zotti
Da G. Ellero, Storia del Friuli, Ribis Edizioni, 1984