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Faz e zornades

In chest balcon a ven metût dut ce c'a suceit (o ca no suceit) achì da nou, cirint di dî encje ce che cheaitis a no disin. E chel che cheaitis a no disin al è un grum e quasi simpri un grum impuartant. Par chest cirarin di iessi onescj e limpits, cence poure da veretât.
Par completâ la suage, va a viodi encje CONVEGNO SULLA MONTAGNA.

Coordenadôrs
Alfio Englaro & Marino Plazzotta

ULTIMI INTERVENTI

61. 2010: quando l'Italia è rappresentata dalla Carnia
62. 2011: Gianpaolo Englaro: atleta e pittore
63. 1911-2011: Cento Anni di SECAB
64. Campionato Mondiale Master Corsa in Montagna - Paluzza 17.9.2011

SESTO GRUPPO DI INTERVENTI

  1. Ma la Carnia dove sta andando?
  2. REQUIEM PER LA CARNIA
  3. CARNIAMED - Un esempio da imitare
  4. Aborti 2004 in Carnia
  5. Ospedale Tolmezzo NON è anti-sismico
  6. 23 aprile 2007: mandi a pre Toni Bellina
  7. 5 novembre 2007: mandi a Giorgio Ferigo
  8. Master universitario a Tolmezzo- 2008/2009
  9. Singolare lettera dagli USA
  10. 16 maggio 2009: mandi a Emilio Di Lena

QUINTO GRUPPO DI INTERVENTI

  1. Aborti in Carnia nel 2003

  2. VALLE DEL BUT: ridateci la galleria!

  3. Ospedale di Tolmezzo: verifiche di sicurezza statica

  4. CJARGNE-VÂL di RAVINIS 

  5. NOIARIS: LA BEFFA DELLA GALLERIA

  6. ILLEGIO - EVENTO EUROPEO PER SAN FLORIANO

  7. AMPEZZO: CHIUDE LA DE LONGHI

  8. SE QUESTA E’ UNA DEMOCRAZIA

  9. VALLE DEL BUT - Viabilità finalmente decente

  10. PRO LOCO DELLA CARNIA FINALMENTE INSIEME…

QUARTO GRUPPO DI INTERVENTI

  1. CARNIA - COMUNI UNITI O FUSI ?

  2. CARNIA – opportunità di lavoro – rapporto con la politica

  3. CARNIA CAPUT .. FRIULI

  4. Aborti in Carnia nel 2002

  5.  

  6. INDUSTRIA CARNICA in affanno

  7. CJARGNEI FORTUNÂTS

  8. SECAB (Società Elettrica Cooperativa Alto But)

  9. 5 anni, ovvero L’ATTIMO FUGGENTE di Martini e Tondo

  10. Mappa delle Casere carniche

TERZO GRUPPO DI INTERVENTI

  1. DINPLAN IN CJARGNE - La fabriche dai cjarsons

  2. CARNIA le zone svantaggiate

  3. Quando la realtà supera la più ottimistica fantasia - TONDO MARTINI BROLLO - Un Superenalotto per la Carnia

  4. PROVINCIA DELLA MONTAGNA ? SCHERZAVAMO

  5. SALVÂ I CJARGNEI A TORNE CONT  

  6. Salvare i carnici conviene

  7. OSPEDALE DI TOLMEZZO - Dubbi e riflessioni

  8. LA EURHOLZ DI VILLA SANTINA COSTRUISCE LA FIERA DI RIMINI

  9. PRAMOSIO - Una strada che rispetta l’ambiente

  10. MEDICINA IN CARNIA - Due importanti Convegni a Tolmezzo

SECONDO GRUPPO DI INTERVENTI

  1. CARNIA - Previsto crollo demografico per il 2025

  2. CASE DI RIPOSO IN CARNIA

  3. SCUOLE, CHIESA E COMMERCIO IN CARNIA

  4. IL SEN. GORTANI DICEVA …

  5. CARNIA - COMUNI UNITI, NON FUSI

  6. CARNIA - Un PIT da 500 miliardi

  7. CARNIA  Aborti volontari anno 2000

  8. PRAMOSIO-CARNIA una foresta violata

  9. SALVIAMO LA CARNIA ADOTTANDO UNA MUCCA (non pazza)

  10. CARNIA OGGI (dal diario di un viaggiatore)

PRIMO GRUPPO DI INTERVENTI

  1. Latte "CARNIA"?
  2. LATTE: CARNIA, FRIULI, ITALIA
  3. Quanto spende la regione per la sanità in Carnia
  4. CARNIA: ...  E L’ARMATA SE NE VA !
  5. CARNIA - Emigrazione agevolata
  6. CARNIA - “PROGETTO MONTAGNA”  - Il certificato del fallimento
  7. CARNIA… COLONIZZATA
  8. Azienda PromozioneTuristica  CARNIA
  9. La montagna non è Tolmezzo 
  10. L“OBIETTIVO 5B” i beneficiati nel 1998

 

Quando l'Italia è rappresentata dalla Carnia

Nella stagione sportiva invernale 2009-'10 la Carnia ha rappresentato l'Italia in due manifestazioni mondiali sportive di altissimo livello:

- alle Olimpiadi di Vancouver (Canada) Alessandro Pittin, 20 anni, di Cercivento, ha vinto la medaglia di bronzo nella combinata nordica di sci (salto + fondo) portando all'Italia la prima medaglia in assoluto in questa disciplina. Se pensiamo che Ale (attualmente arruolato in GdF) è già alla sua seconda Olimpiade (la prima a 16 anni nel 2006 a Torino), possiamo ragionevolmente prospettare una luminosa carriera sportiva per questo riservato e timido ragazzo che sarà l'alfiere di Carnia per i prossimi anni.

 


- ai Campionati Mondiali Master di sci di fondo svoltisi in febbraio 2010 a Falun (Svezia) Gianpaolo Englaro, classe 1956, di Paluzza, ha conquistato tutte le medaglie d'oro in palio (ben 4: vedi sotto), precedendo in ogni gara russi, svedesi, finlandesi, norvegesi, canadesi, polacchi e statunitensi, cechi tedeschi austriaci e francesi. Si tratta di un risultato che non è nuovo per lui in quanto, pur avendo cominciato a sciare alla non più verde età di 24 anni, è riuscito ugualmente a incamerare moltissimi titoli sia italiani che mondiali nella sua categoria (nell' ormai lontano 1997 negli USA vinse i suoi primi 4 titoli mondiali sempre nei Master). Anche Gianpaolo è un uomo riservato e schivo, non ama la notorietà, si rifugia nei suoi boschi, suole ancora dipingere deliziosi quadri con toni delicati pastosi e caldi. Se solo avesse iniziato l'attività sportiva 10 anni prima, sicuramente la Carnia avrebbe avuto un eccezionale campione nel fondismo degli anni '70 e '80 del secolo scorso! Insieme a lui, la sua compagna Luigina ha pensato di arricchire il medagliere domestico con uno splendido bronzo nella km 30 a tecnica libera. Davvero unici questi due cjargnei, che allo sport hanno dato e danno tantissimo, senza mai nulla ricevere (anzi spendendo abbondantemente del proprio perchè non beneficiano di alcuno sponsor nè pubblico nè privato per le loro costose annuali trasferte di gara!).

(marzo 2010)

 

 

Gianpaolo Englaro 2011: ATLETA E...

L'incipit di questa sezione di Cjargne Online recita: "... cirint di dî encje ce che cheaitis a no disin. E chel che cheaitis a no disin, al è un grum e quasi simpri un grum impuartant". Orbene di Gianpaolo Englaro, che anche quest'anno 2011 ha portato a casa 4 medaglie d'oro dal Canada, quasi nessuno parla; pochissimi, al di fuori della elitaria cerchia degli appassionati del fondo, lo conoscono; i mass media (locali e sportivi) lo ignorano sistematicamente; gli sponsor ufficiali o clandestini, sempre munifici e onnipresenti quando si tratta di personaggi televisivamente utili ed economicamente redditizi, con lui si dileguano; insomma un tipico "signor Nessuno"...
Ma il Nessuno omerico (Odisseos) è stato il più grande eroe della classicità greca ed è forse proprio a questo Nessuno che occorre riferirsi quando si intende discorrere di Gianpaolo, novello Odisseo carnico, perchè questo personaggio di Denglâr di Sore, così schivo ma così determinato, incarna e rappresenta davvero quello spirito inquieto e forte, sempre alla ricerca di nuovi traguardi e nuovi orizzonti, mai soddisfatto di sè stesso, mai appagato, mai contento di quel che raggiunge ma sempre in continua tensione verso il successivo obiettivo, con una carica emozionale e fisica sempre rinnovata perchè "...fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virute et conoscenza" pare di sentirlo sussurrare mentre si rivolge, con toni accorati ma decisi, alla compagna Luigina e alla tenacissima Lavinia, nei loro diuturni allenamenti multistagionali...
Davvero Gianpaolo è oggi il tipico cjargnel, ricco dentro e povero fuori; straordinariamente ricco di sentimenti e di profondissima umanità, straordinariamente povero di esteriorità e di vacua vanità; uno di noi, il vicino di casa che vorremmo avere, semplice e generoso, disponibile e quieto, un brâf frut senza grilli per la testa...

 

Il riposo dell'Odisseo carnico la notte che precede la battaglia


Ed ecco le leggendarie imprese dell'Odisseo carnico:

Ha partecipato ininterrottamente a 15 edizioni del Master Mondiale di sci di fondo, a partire dal 1997.
Ha vinto complessivamente 50 medaglie, di cui 38 d’oro.

Ha gareggiato sempre in tecnica classica.

  1. 1997 FOLGARIA (ITA), 4 ori: 30 km, 15 km, staffetta, 50 km.
  2. 1998 LAKE PLACID (USA), 4 ori: 30 km, 15 km, staffetta, 50 km.
  3. 1999 GRINDELWALD (CH), 3 ori: 30 km, 15 km, 50 km; 1 bronzo in staffetta.
  4. 2000 KIRUNA (SWE), 2 ori: 15 km e 50 km; 1 bronzo in staffetta.
  5. 2001 MARIAZELL (A), 2 ori: 50 km e staffetta; 1 argento 30 km.
  6. 2002 QUEBEC (CAN), 3 ori: 30 km, 15 km, 50 km; 1 argento in staffetta.
  7. 2003 SEEFELD (A), 3 ori: 30 km, 10 km, staffetta.
  8. 2004 LILLEAMMER (NOR), nessuna medaglia.
  9. 2005 MOSCA (RUS), 1 oro 45 km, 2 argenti 10 km e 30 km.
  10. 2006 BRUSSON (ITA), 2 ori 10 km e staffetta, 1 argento 30 km, 1 bronzo 45 km.
  11. 2007 ROVANIEMI (FIN), 2 ori 30 km 10 km, 1 argento 45 km, 1 bronzo in staffetta.
  12. 2008 MC CALL (USA), 2 argenti: 45 km e staffetta.
  13. 2009 AUTRANS (FR), 4 ori: 30 km, 10 km, 45 km, staffetta.
  14. 2010 FALUN (SWE), 4 ori: 30 km, 10 km, 45 km, staffetta.
  15. 2011 SILVER STAR (CAN), 4 ori: 30 km, 10 km, 45 km, staffetta: You tube

Tensione e concentrazione dell'Odisseo carnico prima della battaglia

Ovviamente le spese per tutte le trasferte, i soggiorni, i materiali ecc. sono ad esclusivo carico di Nessuno che ha sempre pagato di sachete sô, risparmiando tutto l'anno, euro su euro, per poter essere sempre là dove lo portano il cuore e la passionaccia...
Nessun allenatore, nessun massaggiatore, nessuno ski-man per Nessuno perchè Nessuno è allenatore-massaggiatore-skiman di sè stesso (self made man), con cui è molto severo ed esigentissimo. Mai una sigaretta, mai un alcolico, mai una nottata balorda, mai una mangiata pantagruelica, mai alcun eccesso. Sempre moderato e morigerato in tutto, parco perfino nelle parole che usa sempre con estrema parsimonia quasi non ne disponesse che di poche, quasi non volesse consumarle e parco anche nei sorrisi...
Chi lo incontra senza conoscerlo, non può immaginare che dietro il suo fare disinvolto e semplicissimo, a volte timido o impacciato, possa nascondersi una fortissima tempra di uomo e di atleta che ha saputo trarre dal suo personale persac umano ogni più recondita fibra per una crescita ed una maturazione che si sono fatte negli anni via via sempre più complete e verificabili, legittimate da straordinari successi, ricorrenti e periodici come la Sagre di place, che per lui è sempre una sagra di medaglie!

L'Odisseo carnico in battaglia

Ora Nessuno è diventato anche nonno e Riccardino dovrà presto fare i conti con questo terribile e strabiliante von, che non vuole assolutamente accettare di invecchiare ma resiste indomito nella sua sportivissima seconda giovinezza, in attesa che il nipotino calchi presto le sue orme... non solo sulla neve ma anche sui trois di mont.
Eh sì, perchè Nessuno, in assenza di neve, non se ne sta in casa ma corre a perdifiato per boschi e pianori, attraversa greti e torrenti, salta rius e maseries, come un giovane capriolo mai stanco, sempre in cerca di nuove esperienze e di erba fresca. E quando arriva la bella stagione poi, balza sulla bicicletta e va a macinare chilometri e chilometri, sempre insieme alla compagna di vita e di ventura. I suoi muscoli si sono da tempo adattati e adeguati ai ritmi incessanti imposti da Nessuno, sono diventati delle molle possenti e addomesticate, in grado di sviluppare potenza ed elasticità nell'attimo necessario, nell'istante richiesto: così è ben difficile che insorga uno strappo, una distorsione, una contrattura dolorosa. Nessuno non la tollererebbe e si arrabbierebbe con il suo apparato muscolo-scheletrico che verrebbe accusato semplicemente di alto tradimento (magari in faccia al nemico): i muscoli lo sanno e pure le articolazioni, sottoposte a sforzi incredibili da lunghi anni, e per questo non lo hanno mai tradito!

 

Per l'Odisseo carnico solo una sopportabile e ineludibile... seccatura

E il cuore di Nessuno? sempre forte, sempre bradicardico a riposo e controllatissimo sotto sforzo, mai una extra, mai una tachicardia, mai una defaillance. Ma chi lo segue, chi lo verifica? non è dato sapere, probabilmente Nessuno è anche medico di sè stesso perchè si conosce, si soppesa, si vaglia, si ausculta, proprio un grande clinico questo signor Nessuno! Ma fa qualche Holter, qualche Eco ogni tanto? pare di no. Tutto in casa, tutto a Denglâr di Sore, senza troppe sofisticherie tecnologiche ma solo con elevate dosi di... buon senso e senso comune, improntato più alla antica saggezza popolare che alle fugaci e orribili mode moderne. E chissà per quanto tempo ancora ci abituerà alle annuali medaglie!

 

PITTORE...

Ma lasciamo per un attimo Nessuno e occupiamoci di Gianpaolo pittore, aspetto non affatto trascurabile se si pensa che il nostro è nato prima artista e solo successivamente è sbocciato atleta-campione.
La sua vena pittorica ha conosciuto alterne vicende: vi fu un primo periodo (quello della fanciullezza-adolescenza-giovinezza) che vide una produzione artistica caratterizzata da un costante affinamento della tecnica pittorica e da successivi tentativi di impossessarsi di mezzi espressivi non astratti. Il suo stile infatti si è consolidato nel tempo con una cifra riconoscibilissma e familiare: il paesaggio di Carnia in tutte le sue manifestazioni, in tutte le sue stagioni, in tutti i suoi angoli più suggestivi e remoti.
A questo discretamente lungo periodo di formazione e maturazione, subentrò un fase di stasi, di non ispirazione, quasi di ripulsa per questa espressione artistica, che coincise con difficoltà economiche di non poco conto, avendo egli deciso ad un tratto di abbandonare il primitivo mestiere paterno di decoratore edile, forse costretto a ciò dalle nuove, esose e lunari normative fiscali imposte indiscriminatamente al piccolo artigiano.
Iniziò quindi un nuovo lavoro che economicamente non lo ripagava certamente delle fatiche ma che gli permettava di vivere full immersion nel suo habitat preferito: il bosco. E proprio nel bosco Gianpaolo affinò la sua sensibilità e il suo amore per la Natura incorrotta e selvaggia, nel bosco riuscì a comprendere e a farsi comprendere, visse in stretta simbiosi con la terra, la variegatissima flora e la incredibile fauna di Carnia. Questo diuturno vissuto nel bosco non solo lo ha fortificato nel fisico ma lo ha rinsaldato in quei valori e in quelle sensazioni che solo nel silenzio e nella solitudine l'uomo riesce a percepire nelle profondità dell'animo. Credo davvero che questa ormai lunga esperienza "selvaggia" lo abbia quasi costretto a riprendere in mano pennello e tavolozza per trasporre sulla tela la propria "nuova vita nel bosco".
E osservando oggi i suoi quadri più recenti, analizzandoli nei loro particolari non può sfuggire un aspetto rilevantissimo: l'abete, il peç. Gianpaolo è per antonomasia il pittore dell'abete, il pitôr dal peç, della sua maestosa possanza, della sua autorevole e svettante struttura; Gianpaolo ama l'abete, è incantato da questa virile e pacifica pianta, ne è affascinato e trasferisce questa sua fascinazione nel quadro dove l'abete resta sempre il personaggio principale, attorno al quale ruotano gli altri dettagli. Certamente anche il cielo è compiutamente descritto in tutte le sue cangianti sfumature, anche i prati brillano e i rustici fienili e i casolari lontani animano i suoi quadri, ma l'abete è sempre lì, imperterrito, quasi a voler ribadire e rimarcare il territorio di appartenenza.
L'abete fa parte del paesaggio domestico di Denglâr di Sore, l'abete è cresciuto con Gianpaolo e lui sembra quasi avvertire questa corrispondenza di sottili e pervasivi sensi che non si esauriscono solo nella pittura ma che, immagino, travalichino la contingente realtà per assumere un significato (inconscio?) quasi universale per lui: forse l'abete rappresenta la protettiva figura paterna, forse la rassicurante forza della natura, forse l'emblema di una serena e lunga esistenza terrena, chissà!

A me pare che Gianpaolo riesca con la sua tavolozza ad interpretare mirabilmente la natura, totalmente intesa, così come Mauro Corona riesce a farlo con i suoi magici libri: entrambi sono intimamente coinvolti e quasi travolti da Madre Natura, entrambi ne avvertono la più intime vibrazioni, entrambi amano ed esaltano il Creato, lo introiettano, lo assorbono tutto. Le somiglianze tra i due però finiscono qui: quanto infatti Mauro Corona è trasgressivo fino alla provocazione, è "genio e sregolatezza", è cane sciolto e abbaiante, tanto Gianpaolo è ordinato mite silenzioso sobrio serio. Perchè solo nel silenzio e nella concentrazione interiore sa e riesce a manifestare la sua indole e il suo pensiero che si esprimono meglio nelle stagioni fredde, autunno e inverno. Infatti la maggior parte dei suoi quadri contemplano queste due sole stagioni, che sono probabilmente le più consone all'animo di Gianpaolo: autunno e inverno infatti mostrano una natura in ritiro, spoglia, essenziale, che invita al raccoglimento, alla riflessione intima, all'introspezione. E questi quadri rappresentano davvero uno specchio del suo carattere, forse introverso, e della sua innata e delicata sensibilità.
Vi è un'ultima osservazione da segnalare: in tutti i quadri di Gianpaolo non compare mai la figura umana; essa non fa mai parte del paesaggio neppure in dettagli lontani. Tuttavia la presenza umana si percepisce sempre presente e a tratti incombente, come uno spirito invisibile che aleggia nei dintorni, tra gli abeti e nel cielo; una presenza silente che lancia solo inequivocabili segnali da leggere sottotraccia: tracce sulla neve, strade sterrate costruite dall'uomo, tronchi accatastati, precisi confini delle praterie. Il pittore pare quasi voler comunicare una certa inconscia sfiducia nell'uomo, nei suoi atteggiamenti e nelle sue scelte spesso pericolosamente dannose per la Natura, ma alla fine sembra voler salvarlo e perdonarlo per aver spesso sfregiato il Creato. A me piace pensare questo di Gianpaolo, perchè i suoi quadri me lo hanno prepotentemente suggerito.

Il suo modo leggero di dipingere, i suoi colori delicati, le sue dolci sfumature evocano immediatamente un grande pittore carnico del secolo scorso: Giuseppe Macor, tarcentino di nascita, paluzzano di elezione, che fissò sulla tela i cjantons più caratteristici della nostra valle nei difficili e avari anni '50. Anche i suoi toni cromatici erano caldi, delicati, pastosi, struggenti e carichi di nostalgia; possedevano un pathos ed una intensa forza rappresentativa e onirica ad un tempo. Le medesime sensazioni si provano di fronte ad una tela di Gianpaolo che a mio sommesso avviso può a ragione essere oggi definito l'erede spirituale del grande Macor di cui ha ripreso, forse inconsapevolmente, il discorso pittorico bruscamente interrotto 50 anni fa per modellarlo ed adattarlo alle mutate sensibilità odierne, pur conservandone intatte tutta l'originalità e tutta la dolcezza. Coesiste anche un sottile velo di tristezza, di malinconia o forse di leggero pessimismo nelle opere di Gianpaolo, che emerge subliminalmente soprattutto attraverso quei toni di grigio e azzurro spento che dominano i quadri più recenti; un pessimismo che tuttavia non pare mai assoluto o totalmente assorbente, ma che compenetra solo lievemente il paesaggio per renderlo forse più umano e veritiero; infatti i quadri di Gianpaolo comunicano serietà di vita, praticità di indole, saldo ancoraggio alla realtà; non si avvertono mai oziosi vaneggiamenti filosofici o elucubrazioni poetiche rimasticate. Tutto è chiaro e delineato fin dalla prima occhiata e tutto e meglio si comprende osservandone i dettagli. Gianpaolo è personaggio serio e composto, non ama pose o atteggiamenti di maniera, è limpido: i suoi quadri dicono questo di lui, non altro. Lui è fatto così ed i suoi quadri non potrebbero essere diversi. Per questo sono belli, semplicemente.

Chi desidera contattarlo, anche per una semplice battuta di complimento o per meglio conoscerlo, può scrivere a: gianpaolo.englaro@alice.it

 

63. 1911-2011: CENTO ANNI DI SECAB

"Sono già 100 anni che la SECAB di Paluzza, la prima società cooperativa friulana di produzione e distribuzione di energia elettrica, garantisce un apporto determinante allo sviluppo economico e sociale dell'Alta Valle del But, conservando intatta la originaria attenzione agli obiettivi di mutualità e solidarietà...".

Quest'anno dunque grandi eventi nell'alta Carnia per celebrare questo importante traguardo. Ecco il calendario delle varie manifestazioni che si svolgeranno nel 2011 nell'Alto But:

 

 

64. Paluzza 17.9.2011
Campionato Mondiale Master Corsa in Montagna

Il 17 settembre 2011, la Carnia (e Paluzza in particolare) hanno accolto per la prima volta una manifestazione sportiva a carattere mondiale: il World Masters Mountain Running organizzato alla perfezione dalla US Aldo Moro di Paluzza. Si tratta del Campionato Mondiale Master di Corsa in Montagna, una specialità che in Italia ormai è sempre più diffusa e che ha nella polisportiva paluzzana una delle punte di diamante del settore. Ricordo che la US Aldo Moro è oggi forse più famosa per le specialità dello sci nordico (fondo, biathlon, combinata...), ma la sua primitiva attività fu proprio la corsa in montagna, nella quale primeggiò (e primeggia tuttora) a livello nazionale con una nutrita serie di campioni che sono stati recentemente celebrati in un pregevolissimo libro.
La manifestazione di Paluzza è stata preceduta da una indimenticabile giornata all'insegna dello sport e della tradizione che la Carnia riesce sapientemente a coniugare per poi offrire un prodotto genuino e di altissimo pregio, apprezzato da tutti i convenuti.
I partecipanti, provenienti da numerosissime nazioni, sono stati oltre 1000, suddivisi in verie categorie a seconda dell'età. Tra i carnici medagliati con sigillo mondiale, vi sono: Gianpaolo Englaro, Luigina Menean, Iris Bonanni, Lorenzo Della Pietra... .

Le classifiche finali (sia per singoli per per nazioni) di questa prestigiosa manifestazione mostrano ampiamente la netta prevalenza dei colori italiani. Per comodità riportiamo qui la sintesi delle gare principali:

Maschi 35: la terna è stata tutta azzurra: Massimo Galliano primo in 47 minuti e 52 secondi. Secondo Diego Filippi (49'11”), terzo Emanuele Marchi (49'51”).
Femmine 35: primo posto per Ivana Sekyrova (Repubblica Ceca) 57'38”; Maria Laura Fornelli (Italia) 59'39”; Jutta Brod (Germania) 59.45.
Maschi 40: l'Italia conquista tutto il podio. Con Antonio Molinari (49'12”); Lorenzo Della Pietra (49'49”) e Corrado Bado (49'57”).
Femmine 40: Oro per Maria Pia Chemello (59'59”), argento per Cristina Bonassi (60' 20”), bronzo per l'ucraina Oksana Petrova (61'10”).
Maschi 45: primo posto Craig Roberts (Uk) 49'23”; secondo posto per l'italiano Lucio Fregona (49'54”); terzo Rostislav Petras (50'07”).
Femmine 45: vince l'Inghilterra con Tracey Jayne Greenway in 1 ora, 1 minuto e 30 secondi. A seguire la tedesca Barbara Stich, che taglia il traguardo 47 secondi dopo. Terzo posto per Helen White, che arriva 4 minuti e 13 secondi dopo.
Maschi 50: vince l'italiano Claudio Amati (51'08"); secondo posto per Ales Stransky (Repubblica Ceca) 52'27"; terzo posto per Matt Ebiner (52'59").
Femmine 50: primo posto della tedesca Mari Heilig-Duventaster 61'44". Segue la Repubblica Ceca, con Marie Hynstova (69'28") e l'italiana Iris Bonanni (71'09").
Maschi 55: Vittoria russa, firmata da Leonid Tikhonov (41'01”); secondo posto per l'atleta dell'Aldo Moro di Paluzza, Gianpaolo Englaro (41'11”); terzo per un altro italiano, Alfonso Vallicella.
Femmine 55: Oro per Blaka Paulu della repubblica Ceca (49'30”). Secondo posto per la norvegese Anne Magrethe Trave (50'13”). Bronzo per l'italiana Danila Moras (51'08”).
Maschi 60: Vince l'italiano Aurelio Moscato (43'55”). Argento per Reinhart Vogler, Germania (45'27”). Bronzo per Ivo Andrich, Italia.
Femmine 60: Marianne Spronk (Germania) chiude a 56'35”. Argento per Anna Staronova (Slovakia), 56'39; Bronzo per Luise Winkler (Germania), 58'20”.

 

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