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Proposte concrete
per la Carnia

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Defiscalizzazione per quanti intraprendono in Carnia (del
tipo, nessuna tassa per tot anni).
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Rimborso spese a chi va a lavorare fuori zona (Udine -
Lienz) e rientra in paese.
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Autostrada gratuita per il tratto Tolmezzo - Udine
-Tolmezzo, per i residenti o per quanti hanno la seconda casa in carnia (nei
28 comuni).
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Premi fiscali a chi crea posti di lavoro nei paesi (non a
Tolmezzo che potrebbe rappresentare un tragico elemento distruttivo anti
Carnia).
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Facciamo la Provincia della Carnia con uffici dislocati sul
territorio: a Paularo, a Sauris, a Paluzza ..........
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Si incentivi la creazione di posti di lavoro per le DONNE,
ma NEI PICCOLI PAESI… non a Tolmezzo! (Se una donna va a lavorare a
Tolmezzo anche il marito la seguirà, se una donna trova lavoro a Paularo o
a Treppo Carnico, il marito, pur lavorando a Udine, la raggiungerà ogni
sera!).
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La Chiesa o lo Stato creino "servizi" -
"sportelli" per i problemi dei montanari. Non serve creare Enti
inutili.
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I problemi della montagna come sono stati risolti in
Slovenia. Svizzera, Carinzia? Possiamo copiare? Imparare?
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DIAMO UN PREMIO FISCALE
A CHI DA' LAVORO E A CHI LAVORA IN MONTAGNA...
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Un suggerimento terra-terra,che potrebbe se non altro fare
notizia e forse innescare qualcosa di forte. La Regione Autonoma
Friuli V.G. e il Governo centrale non sentono appieno il Problema della
Montagna ?
- Azzerando tanto per cominciare tutti i tributi fiscali almeno per una
ventina d'anni,come precisa VOLONTA' per incrementare lo sviluppo economico
e fermare lo spopolamento in atto
- Il "montanaro" ivi residente faccia altrettanto, disertando
le prossime elezioni Politiche. (d.t.) mandi.
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Provincia della montagna. Una proposta sintetica al
problema.
Al momento, non sembra esistere una decisa e precisa volontà politica di
costituire la provincia della montagna. Infatti da troppi anni stanno
scorrendo fiumi di inchiostro e tante chiacchiere interessate, specialmente
sulle pagine di certi quotidiani locali, in merito all’istituzione della
Provincia della Montagna. Finora però, mai nessuno ha pensato di investire
del problema i diretti interessati per conoscere cosa pensano in tal senso.
A questo punto, mi sembra giusto che ognuno abbia il sacrosanto diritto di
scegliersi il destino che vuole. E, proprio per tale ragione propongo di
indire “un referendum consultivo” fra la gente della montagna per l’istituzione
della provincia. Mi sembra più onesto e più corretto svolgere un indagine
conoscitiva fra la gente interessata che vive e lavora in montagna per
trovare una risposta al problema, anziché aspettare che altri trovino la
soluzione al quesito.
Mi sembra che in Carnia ci siano ancora persone capaci di usare la propria
testa.
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Poiché questi Convegni, organizzati dalla nostra Diocesi, non
sembrino strumentali o finalizzati più o meno apertamente a qualche obiettivo
politico, propongo che sia l'incontro sui problemi della politica che quelli
della montagna abbiano cadenza fissa (almeno biennale) e si propongano oltre
alle solite analisi anche un controllo sugli obiettivi svolti. A questo scopo il
Comitato dei 30 dovrebbe essere permanente!
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I 28 Comuni della Carnia, tramite i loro amministratori, si
facciano promotori di una mozione per la realizzazione delle Provincia
Regionale della Carnia che subentri a tutti gli Enti che verranno soppressi.
Quanti della montagna non sono omogenei al territorio della Provincia della
Carnia si organizzino con i Comprensori e poi eventualmente chiedano
l'adesione alla Provincia Carnica.
Se necessario si consultino anche i cittadini.
Deliberare genericamente di essere favorevole alla Provincia della montagna
e poi cominciare a discutere se, in questa, si devono includere Buia,
piuttosto che Gemona, servirà solo al tanto parlare ed al nulla concludere.
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PROVINCIA SPERIMENTALE DELLA CARNIA - Poiché abbiamo forti
dubbi circa i tempi di realizzazione di una Provincia Regionale della
montagna, che sia in grado di sostituire i numerosi Enti, che non hanno né
autonomia decisionale, né di spesa, proponiamo che la Chiesa udinese, cui
noi, gente di montagna, interessiamo se non altro per questo Convegno che ha
organizzato per noi, si faccia promotrice di una "Provincia
sperimentale" della Carnia. A formarla potrebbero essere i 28 Comuni
della Carnia, con elezione diretta da parte dei cittadini, e con obiettivi
che i burocrati regionali sapranno studiare e ritagliare ad hoc: pensando
alla autonomia, agli Enti soppressi, agli ambiti da sperimentare e a
dislocare nei vari Comuni certi specifici settori.
Questa mozione intende chiedere che si faccia finalmente un primo gradino
per cambiare, altrimenti perderemo l'opportunità che ci viene data. Così
anziché fare una scala, non faremo nulla.
Facciamo il primo gradino e che la Chiesa ci dia una mano.
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DIOCESI DELLA CARNIA - Indipendentemente da quello che
uscirà da questo Convegno riteniamo che, fondamentale e molto importante
per tutti noi carnici, sarà il ripristino della Diocesi di Zuglio.
Questa Diocesi ha una storia antica ed importante.
Ripristinare la Diocesi di Zuglio potrebbe dare una identità ed una realtà
etnografica assai omogenea e ben individuata con circa 54.000 abitanti in
zona e diventare punto di riferimento anche per le migliaia di carnici ed
oriundi carnici residenti all'estero.
Oggi che il titolo vescovile di S.Pietro è un titolo "virtuale",
che viene assegnato a giovani Vescovi che spesso non hanno nulla a che fare
con la Carnia, e forse non hanno mai visitato la loro Pieve, potrebbe
diventare il punto di partenza per cominciare a cambiare. Un primo gradino
per poi sentire la presenza di qualcuno che davvero vuole ascoltare chi no
ha voce!
Noi non sappiamo come si evolveranno le cose, se ci daranno la Provincia
della montagna, o i comprensori, siamo fiduciosi e vorremmo che la Chiesa
riuscisse a precedere lo Stato italiano nel riconoscimento di questa terra
particolare, reinstallando l'antica Diocesi. Siamo certi che un Vescovo
nella Pieve sarebbe davvero un faro per credenti o non credenti, preti e
laici.
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COMMISSIONE PERMANENTE - Considerate le persistenti e
costanti problematiche che la montagna presenta si chiede che il Comitato
coordinatore di questo Convegno venga trasformato in una Commissione
permanente sui problemi della montagna a testimonianza di una reale
partecipazione della Diocesi alla ricerca di soluzioni.
Tale Commissione coordinerà e si dovrà attivare per realizzare dei
progetti che emergeranno da questo Convegno e verificherà che gli obiettivi
siano sempre presenti anche ai livelli decisionali della politica o della
burocrazia regionale.
Nei prossimi giorni segnaleremo le proposte concrete che ci
dovessero pervenire .......

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