GOTES DI CJARGNE La Carnia contemporanea in gocce Intendiamo
proporre in questo balcon la sintetica traccia della storia recente di Carnia,
che comprende un arco temporale ben preciso: quello coincidente con la
Repubblica Italiana. Il taglio (volutamente conciso) e l’intento (divulgativo)
hanno l’unico scopo di poter mettere a disposizione di un’ampia platea di
carnici le tappe più significative della propria storia recente. Questa
sintesi non è affatto esaustiva ma resta aperta a qualsiasi altro contributo in
grado di arricchire e completare quanto già evidenziato. Pertanto invitiamo
tutti coloro che hanno esperienze e conoscenze in proposito, a mandarci il
proprio materiale (conciso e sintetico) al solo scopo di poter scrivere la
storia di Carnia dal basso. Una storia che crescerà con noi, giorno per
giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Chiunque,
in qualsiasi momento, potrà sfogliare queste pagine alla ricerca di una data,
di un evento, di una conferma o di una smentita. Ovviamente,
come ogni elaborazione storica od ogni cronaca descritta, anche queste pagine
risentono ovviamente dei limiti o della sensibilità propria dell’autore che
fin d’ora si scusa per questo. Ma gli altri contributi (GOTES, gocce)
che arriveranno, apporteranno certamente nuovo sapore e altra linfa che,
insieme, renderanno poi variegata e sicuramente più coinvolgente questa storia
scritta a più mani. Scritta dagli stessi protagonisti, in tempo reale. La
nostra Storia. Alfio
Englaro 1947, 12 giugno Nasce la COMUNITA’ CARNICA (CC) che comprende, oltre ai 28 comuni della Carnia, anche 6 comuni del Canal del Ferro e Val Canale. Dopo la fugace apparizione della Zona Libera della Carnia del 1944, la Comunita’ Carnica identifica per la prima volta un territorio ben definito e caratteristico e assurge a simbolo identitario di questa popolazione. Primo presidente è il sen. Michele Gortani: gli succederanno Libero Martinis e Vinicio Talotti. La CC stampa anche un periodico mensile, ALPE CARNICA (che viene diffuso dal 1952 al 1967) il quale riflette intensamente il clima politico del dopoguerra e rappresenta uno strumento seppure elitario di confronto e di verifica, ma anche di forte unità, per la gente di Carnia. 1952,
17 maggio 1952,
luglio
Viene approvata la prima Legge della Montagna, la
quale prevede tutta una serie di interventi a favore dei Comuni il cui
territorio si trova per oltre l’80% al di sopra dei 600
m slm. E’ la prima legge nazionale che si prende
cura delle zone montane ed il relatore di maggioranza è il sen. Michele Gortani
che tratteggia la situazione della sua Carnia con toni accorati e drammatici. 1952, 3
agosto
A Paluzza si svolge la Prima Festa Provinciale
della Montagna,durante la quale il sen. Gortani esalta la
bontà della nuova legge dello Stato che andrà a rilanciare le zone montane
alte attraverso provvedimenti e finanziamenti ad hoc. 1956,
20 ottobre
La Comunità Carnica celebra solennemente i primi 10 anni
di vita e pubblica un consuntivo dell’opera svolta:
applicazione della legge della Montagna, il patrimonio forestale, la zootecnia,
il catasto, lavori pubblici, istruzione professionale, servizi pubblici,
turismo, rafforzamento della CC e sua estensione al Canal del Ferro e alla Val
Canale. 1963
Nasce la Regione Autonoma FVG con 4
province (TS, UD, GO, PN) ma con 5 circoscrizioni
elettorali. La quinta (quella di Tolmezzo) comprende Carnia, Canal del Ferro,
Val Canale e Gemonese e prefigura in nuce quella che potrebbe
diventare in futuro la 5° provincia. 1966,
luglio
Viene approvata la legge regionale sulle Zone Depresse,
che interessa innanzitutto la Carnia e la Montagna udinese e pordenonese. Di
questa legge però beneficeranno anche cospicue zone collinari del Goriziano e
del Triestino che sottrarranno discreti mezzi finanziari alle zone realmente
bisognose. 1966 E’ completato l’oleodotto Trieste-Ingolstadt, che attraversa
tutta la Carnia lungo l’asta del Bût, dove l’interramento dei tubi ha
innalzato artificialmente il livello dell’alveo, con gravi pericoli di future
esondazioni. Nella Crete di Tamau è stata
scavata una ampia galleria per il passaggio del grosso tubo. Tale tunnel, costruito
in breve tempo, suscita attese e speranze e prelude al prossimo traforo
del Monte Croce Carnico che resterà invece (per ancora qualche lustro)
solamente il redditizio cavallo di battaglia (elettorale) del PSDI e della DC
ed
un tormentone giornalistico defatigante. 1967, 27 ottobre L’Arcivescovo
Giuseppe Zaffonato, con un documento scritto
ufficiale, approva l’iniziativa
di un gruppo di preti per una MOZIONE DEL CLERO sulla grave situazione
socio-economica del Friuli e della Montagna in particolare. La
sottoscrizione delle firme avviene nel mese di novembre. Firmano in 529 preti
della Diocesi, compresi tutti quelli della Carnia. Tale documento però suscita
immediate reazioni tra i politici democristiani locali e l’eco giunge fino a
Roma. Il 2 dicembre dello stesso anno, l’Arcivescovo, su evidenti pressioni
politiche e su sollecitazione di taluni preti, blocca l’iniziativa e intima ai
4 sacerdoti ideatori e organizzatori della Mozione di depositare tutta la
documentazione in Curia, pena la sospensione “a divinis ipso facto
incurrenda”. Successivamente si saprà che alcuni parlamentari
democristiani friulani avevano minacciato le dimissioni in blocco, se il
documento fosse stato inoltrato alle Autorità di Governo, “specie se
socialiste”. 1967,
novembre La Carnia scende in sciopero a Tolmezzo
contro la definitiva chiusura della tratta ferroviaria Carnia-Tolmezzo-Villa
Santina. Ma le FS hanno già deciso di cancellare la Carnia dalla cartina
ferroviaria italiana. 1968,
aprile Nasce CARNIA DOMANI periodico
del Circolo Universitario Culturale Carnico che tenta di rappresentare
per la prima volta nel dopoguerra
la complessità e l’unicità della Carnia al di fuori degli schemi politici.
Il periodico si presenta come legittimo e degno successore di ALPE CARNICA che
ha cessato le pubblicazioni nel 1967. Pur accogliendo una pluralità di opinioni
al suo interno, è un brillante tentativo di unificare tensioni e pulsioni verso
un processo di identità specifica. Il suo motto è: “Per quello che ci
unisce, non per quello che ci divide”. “Unità che non è
qualunquismo” costituisce un altro slogan di questa testata che, seppure a
tratti troppo colta o troppo politicizzata, saprà coagulare attorno alla
identità carnica un forte e determinato gruppo di giovani universitari
impegnati in politica e nel sociale. Durerà fino al 1972. 1971,
aprile Con
la legge 1102 del 1971, la COMUNITA’ CARNICA
viene soppressa e sostituita dalle COMUNITA’ MONTANE. Alla originaria e unificante Comunità Carnica, succedono
ben tre Comunità Montane (Comunità Montana della Carnia, della ValCanale-Canal
del Ferro e del Gemonese) che dividono definitivamente un territorio, omogeneo
per problematiche e aspirazioni, affossando ulteriormente ogni successivo
tentativo di unificare amministrativamente questo vasto e complesso territorio
montano. La Comunità Montana della Carnia (CMC) individua per la prima
volta i soli 28 Comuni geograficamente carnici. Sarà un Ente intermedio di
secondo livello i cui componenti (ben 118) saranno diretta espressione dei 28
consigli comunali da cui verranno designati. Poteri limitati, scarse risorse,
eccessiva e costosa burocrazia, pletora rappresentativa, assenza di elettività
popolare, astiosità personali saranno i principali limiti di questo Ente che
dimostrerà tutte le sue incongruenze e inefficienza nel 2002, quando la CMC,
assieme alle altre, verrà soppressa, senza che nessuno l’abbia rimpianta o ne
abbia esaltato la funzione rigeneratrice per la Carnia, la quale si ritroverà alla
fine nel medesimo sterile e grigio statu quo ante.
1976, 6 maggio Violento
terremoto alle ore 21 con scosse di assestamento che continueranno per
mesi. Nuove scosse violente
nei
giorni 11 e 15 settembre dello stesso anno. Nessun morto in Carnia (in Friuli
1000 morti), ma ingentissimi i danni strutturali alle case. A seguito di questo
sisma, moltissime case antiche verranno purtroppo affrettatamente demolite.
Oltre alle case (ricostruite poi più comode e moderne di prima) il terremoto
danneggerà anche i cuori e (spesso) le menti di troppi carnici. Questo sisma
costituirà uno spartiacque temporale ineludibile: si dirà “prima” o
“dopo” il terremoto, per riferirsi ad incerti fatti del passato. 1980
In Carnia iniziano le riprese
del film-tv Maria Zef, tratto dall’omonimo romanzo di Paola Drigo. Il
regista è Vittorio Cottafavi, che ha già firmato pregevoli sceneggiati
televisivi. Tra gli interpreti: il poeta carnico Siro Angeli di Cavazzo e la
piccola Anna Bellina di Treppo. La vicenda del film è ambientata in Carnia agli
inizi del secolo scorso e si conclude tragicamente con uno stupro incestuoso ed
un truculento omicidio. Quando RaiTre lo trasmetterà, susciterà un diffuso e
sommesso bisbiglio di disagio in Carnia. 1984,
luglio Nasce NORT giornale
della Carnia e della Montagna friulana. Si tratta di un periodico innovativo
sul piano contenutistico
che vuole occupare il posto lasciato libero da CARNIA DOMANI e ALPE CARNICA.
Il taglio moderno e le tematiche tipiche della sinistra (ambiente,
arti, cultura)
lo fanno apprezzare ad una vasta, ma ancora elitaria, platea di carnici che
in esso trovano un riferimento identitario puntuale. “Un giornale per ritrovare
se stessi” annuncia l’incipit del primo numero. Sarà pubblicato fino al 14° numero
del 1988.
1987, 6 gennaio La
Chiesa di Carnia, in un convegno pomeridiano presso il Cinema David a
Tolmezzo, rende pubblico un
importante documento sui “PROBLEMI SOCIO-ECONOMICI
DELLA MONTAGNA”, elaborato dalla
Zona Pastorale “Carnia-Canal del Ferro” e distribuito in un fascicoletto
dalla copertina gialla. L’Arcivescovo Alfredo Battisti (“Per il bene del mio
popolo, non tacerò”) ed il Vescovo Ausiliare Pietro Brollo, carnico di
Tolmezzo, usano parole forti e chiare (“Un grido muto ma profondo di
dolore...”) nel documento per richiamare l’attenzione delle pubbliche
autorità sulla situazione grave che sta attraversando la Carnia e la Montagna
più in generale. Vox clamantis in deserto…
1987, 31 gennaio La Regione Autonoma FVG, quasi in risposta al documento ecclesiale diffuso nello stesso mese, presenta a Tolmezzo, presso l’ Auditorium Candoni, il “PROGETTO MONTAGNA”, per il rilancio socio-economico della Montagna friulana: l’ emittente locale tolmezzina Telealtofriuli trasmetterà l’evento con ben sei ore di diretta televisiva. A questo Progetto, succederanno poi altri di marca europea (Carnia-leader, Cinque B, Interreg ecc.); anche questi tuttavia, anziché affrontare alla radice i secolari nodi della depressione socio-economica carnica, continueranno a distribuire a pioggia incentivi e risorse nei più svariati settori di intervento con il magrissimo risultato di creare spesso figli e figliastri. Mancherà sempre quella scossa strutturale (legislativa e fiscale) in grado di invertire il perpetuo trend negativo di Carnia, la cui situazione permarrà immutata. 1991 Giungono
a Paluzza con alcuni pullman militari, circa 450 albanesi, appena
sbarcati sulle coste della Puglia, dopo il crollo del regime comunista di
Tirana. Vengono alloggiati nella dismessa caserma “M.P.Mentil”, riadattata
per l’occasione. Resteranno fino
all’estate, quando la maggior parte di essi se ne andrà verso altre parti
d’Italia. Quelli che resteranno a Paluzza per altri mesi, trovando
sistemazione in case disabitate, daranno origine a dissapori tra i paluzzani,
che li avevano accolti con estrema ospitalità. Dei 450 albanesi giunti a
Paluzza, solo una piccola minoranza accetterà un dignitoso lavoro. In questa
occasione, il Direttore della Caritas diocesana, don Angelo Zanello, che diverrà
successivamente Arcidiacono di Tolmezzo, propone ufficialmente di ripopolare la
Carnia disabitata con i nuovi arrivati, offrendo loro alloggio nelle case vuote.
Tale proposta solleverà un unanime coro di proteste e di sdegno in Carnia. 1995,
giugno
Il Consorzio Latterie Friulane di Udine ha festeggiato un grosso successo commerciale vendendo il “LATTE CARNIA”. Si tratta di un latte che proviene esclusivamente da Baviera e Francia e solo in piccola parte dal Friuli meridionale. Neppure una goccia di quel latte proviene dalla Carnia, che, tramite le direttive CEE, è stata invece costretta ad abbattere quasi tutto il proprio patrimonio bovino dietro misero compenso europeo. In alternativa, la CEE ha suggerito l’allevamento delle capre! Un grido si alza: RIAPPROPRIAMOCI ALMENO DEL NOSTRO NOME! Ma viene subito soffocato... 1996 Viene presentato il progetto OBIETTIVO 5
B, di matrice europea, che nelle intenzioni della nostra classe politica,
dovrebbe finalmente innescare il sempre rinviato decollo della Montagna,
favorendo in particolare artigiani e piccoli imprenditori. In questi mesi sono
state presentate oltre 2500 domande con 1240 richieste di contributo; un vero
SOS dai monti di Carnia! Ebbene di queste 1240 richieste di contributo,
sarebbero concretamente accolte solo un terzo, mentre i due terzi verrebbero
respinte per inadempienze varie o intoppi burocratici! La parte del leone la
faranno Enti pubblici e Cooperative. 1997, 11 gennaio Il parroco di Treppo e Ligosullo, don Tarcisio Puntel, scrive una
lunga lettera al Presidente della Giunta Regionale, G. Cruder (PPI),
esponendogli i tanti mali della Montagna e proponendone alcuni ragionevoli
rimedi (fisco e viabilità). Il presidente Cruder risponderà genericamente a tale lettera solo a
maggio inoltrato, dopo che anche “La Vita Cattolica” ed i quotidiani locali
avranno dato ampio risalto alla lettera di don Puntel, rimasta così “lettera
morta”.
1997,
maggio La Regione FVg
allestisce il FONDO MONTAGNA, dotato di 65 miliardi di lire, da
destinarsi al decollo di tutte le zone montane della regione FVG. Grandi
aspettative in Carnia per questo nuovo Progetto di sviluppo montano.
1998, 30 marzo Presso l’Aula Magna della CMC la Regione
FVG, a distanza di 10 anni, ha organizzato un convengo sui risultati del
PROGETTO MONTAGNA. In questa adunanza si è assistito, più che a una
celebrazione, alla mesta commemorazione di un anniversario di morte. Dopo una
lunga presentazione infarcita di tabelle e cifre, percentuali e andamenti, la
conclusione cui sono pervenuti unanimemente tutti è stata questa: il PROGETTO
MONTAGNA è fallito appena nato ed è morto in tenera età. Le vittime sono
sparse un po’ in tutta la Carnia. In fondo alla sala della CMC campeggia
polemicamente uno striscione blu, sorretto da alcuni operai, in segno di
solidarietà alla SOLARI di Pesariis, in predicato di smantellamento. Alcuni
dati di questo Progetto: sui 200 miliardi di lire allora stanziati, sono stati
erogati solo 116 (poco più della metà); I progetti falliti sono già saliti a
6; in Alta Montagna sono stati attuati solo 9 interventi per un totale di soli
4,1 miliardi utilizzati sui 116
spesi. Queste
sono le CONCLUSIONI cui sono pervenuti i tecnici regionali circa i risultati
del
PROGETTO MONTAGNA, così come sono chiaramente esposte a pagine 155-156 del II° volume
pubblicato. Ecco
dunque cosa scrivono i tecnici della Regione FVG: 1.
“Le risorse erogate dal PROGETTO MONTAGNA
(116 miliardi) sono risultate certamente poco significative rispetto alle
previsioni. Uno stanziamento finanziario in sede di bilancio si dimezza al
momento di essere effettivamente impegnato dall’Amm.ne Regionale e si dimezza
nuovamente al momento della erogazione” 2.
“I tempi della
erogazione dei soldi sono risultati
mediamente piuttosto lunghi. La procedura di infrazione aperta dalla UNIONE
EUROPEA nei confronti del sistema industriale della pianura (che ha
beneficiato di un regime di aiuti particolarmente favorevole) è stata pagata
paradossalmente e in misura maggiore proprio dalla Montagna che ha visto
allungarsi i tempi burocratici di attesa.” 3.
“I soggetti beneficiari del PROGETTO MONTAGNA
sono una pletora, sia come beneficiari intermedi che finali. Tra i beneficiari
intermedi troviamo: le direzioni regionali dei vari assessorati, l’ESA,
Promotur, Friulia Lis, Agemont, Congafi, Comuni, Comunità Montane, Consorzi,
ecc. Tra i beneficiari finali troviamo: imprese agricole, industriali,
artigianali, turistiche, imprenditori. Un progetto quindi con tanti attuatori e
tanti beneficiari, per cui alla fine nessuno si assume i meriti o i demeriti per
quanto è stato o non è stato fatto.” 4.
“La natura settoriale del PROGETO MONTAGNA non lascia dubbi: la parte del leone l’ha fatta
il settore industriale che ha assorbito oltre il 53% delle risorse. Se poi
pensiamo che l’industria è concentrata nella pedemontana e poco nella media
montagna, si capisce che la vera Montagna è stata chiaramente emarginata.
L’alta Montagna dunque presenta un impatto significativo di risorse ma ancora
del tutto insufficiente per invertire il processo di degrado.” 1998, 24 maggio Festività dell’Ascensione.
Sul colle di S. Pietro, durante la solenne Messa concelebrata da tutti
i canonici del Capitolo, don Tarcisio Puntel,
parroco di Paluzza-Treppo-Ligosullo, tiene una lunga e articolata omelia in
friulano, analizzando minuziosamente i mali della Carnia odierna e prospettandone
le eventuali soluzioni. L’omelia ha molta risonanza tra i
fedeli, discreta tra i mass media, scarsissima tra i politici.
1998,
8 agosto Il tolmezzino Antonio Martini viene
eletto Presidente del Consigilio Regionale del FVG (carica che manterrà per
5 anni) mentre Renzo Tondo viene designato assessore regionale alla
Montagna. La Carnia intravede una stagione di nuove speranze.
1999,
1° febbraio Presso
l’Istituto Salesiano di Tolmezzo, l’Arcivescovo
Alfredo Battisti presenta ai preti di Carnia uno studio sulle “Emergenze
sociali, politiche, economiche. Stato di salute delle comunità cristiane e
credibilità della Chiesa in Carnia” curato dal docente universitario
prof. Bruno Tellia, che fotografa impietosamente la complessa e contraddittoria
realtà dei paesi di Carnia. Il documento resterà tuttavia ignorato e su di
esso calerà il silenzio politico e mass mediatico.
1999,
18 marzo Nemo Gonano, nativo di Prato Carnico ma residente altrove, ex
Presidente socialdemocratico del Consiglio Regionale, ed attuale presidente di
ERMI, lancia la singolare proposta di ripopolare la Carnia con gli
extracomunitari provenienti dalla ex Jugoslavia comunista. Questa proposta
suscita uno sdegnato coro di proteste soprattutto perché a lanciarla è un
carnico con precedenti responsabilità politiche regionali. 2000, 4 giugno Sul colle di S. Pietro di Carnia,
nel giorno dell’Ascensione,
una folla di oltre 4000 fedeli assiste alla celebrazione, officiata dall’
arcivescovo di Udine, Battisti, e dal titolare di Zuglio, Zenari, coadiuvati da
tutti i preti di Carnia (fatto assolutamente unico). Molte le autorità presenti
che offrono significativi doni ai presuli. Numerosissime le croci astili,
provenienti dal colle e dal piano. Un gruppo di laici, con una lettera
consegnata brevi manu ai due vescovi, lancia per la prima volta l’ipotesi
della DIOCESI DI ZUGLIO in Carnia. Questo progetto acquisterà respiro e
comincerà a diffondersi (seppure osteggiato) tra il popolo nei mesi e negli
anni seguenti, anche per merito di Cjargne Online. La ripristinata sede
episcopale di Zuglio viene lentamente percepita come un forte simbolo
identitario per la Carnia intera, forse il solo simbolo in grado di coagulare
tutti i carnici (individualistici) attorno ad un progetto comune e condiviso. 2000, settembre
In Carnia iniziano le riprese del film “Territori d’ombra” di Paolo
Modugno, che tratta un tema scabroso, la pedofilia. Mentre i giornali locali
e le Istituzioni appoggiano il regista e il produttore, VTC e Cjargne
Online criticano aspramente la scelta di ambientare proprio in Carnia tali
storie perverse e intricate di pedofilia dai contorni noir. Solo la visione del
film convincerà poi i carnici della giustezza di queste critiche e della
irragionevole superficialità di chi invece acconsentì a tale produzione. 2000, 17 novembre L’ arcivescovo di Udine,
Battisti, apre a Tolmezzo il
preannunciato Convegno di tre giorni, “di proposta, non di protesta”,
sui PROBLEMI DELLA MONTAGNA,
che è stato preceduto da 5 workshop, tenutisi a Ovaro (ambito sociale),
Pontebba (ambito economico), Tolmezzo (ambito politico), Gemona (ambito
culturale), San Pietro al Natisone (ambito pastorale) nei 5 lunedì antecedenti.
Il Convegno, che riecheggia il “grido muto ma profondo di dolore” del
1987, vede la partecipazione di una folta rappresentanza delle parrocchie di
tutta la diocesi (oltre 400 delegati) ed è affidato a relatori di alto profilo
per le 5 tematiche presentate. Vengono lanciati due nuovi slogan: “vivere
in montagna si può” e “dare gambe alla speranza”. Alla
conclusione della tre-giorni vengono però sostanzialmente espresse le due
proposte-richieste già enunciate all’apertura: la “provincia regionale”
della Montagna e la nomina di un “Vicario episcopale”. La proposta della
Diocesi di Zuglio, sostenuta da vari partecipanti con motivazioni puntuali e
pertinenti, viene relegata in 4 righe a pagina 174 degli Atti. Parallelamente
al Convegno ufficiale, Cjargne Online ospita numerosissimi interventi (circa
90 nel
balcon: Convegno Montagna) sugli svariati problemi
della montagna, che vengono totalmente e sistematicamente ignorati dagli
organizzatori del Convegno i quali preferiscono così eludere taluni precisi
argomenti. 2001, 6 gennaio
Mons. Pietro Brollo, di Tolmezzo, viene insediato come nuovo
Arcivescovo di Udine. E’ il primo carnico nella storia della Chiesa a
salire sulla cattedra arcivescovile di Udine, co-erede con Gorizia del
Patriarcato di Aquileia. Dopo Martini e Tondo, la figura di Brollo viene a
rafforzare ulteriormente la grande Speranza della Carnia che intravede in questi
tre suoi uomini una grande opportunità per il suo rinascimento. 2001, 16 giugno Il
carnico Renzo Tondo, viene eletto Presidente della Giunta della Regione
FVG (carica che manterrà fino al 2003). La Carnia ormai non ha più dubbi: i
suoi tre più importanti uomini sono ora ai vertici politico ed ecclesiastico
regionale. Nulla ormai vieta di nutrire concrete e significative speranze per
una svolta epocale nella storia della Carnia, che mai aveva finora raggiunto
tali livelli di rappresentatività. 2003, giugno Dopo
5 anni, Martini lascia la prestigiosa carica di Presidente del Consiglio
Regionale
e viene rieletto come semplice consigliere regionale. Tondo, per motivi interni
al suo nuovo partito, neppure si ricandida dopo i due anni trascorsi come
Presidente della Regione FVG. La Carnia avverte profondamente la deludente
prestazione di questi suoi due illustri figli che hanno perso una opportunità
storica di risollevare le sorti di Carnia. L’accusa più diffusa nei loro
confronti: NON HANNO AVUTO CORAGGIO. La difesa d’ufficio ribatte: ERANO SUPER
PARTES. Ora la Carnia sente di dover puntare tutto sul vescovo Brollo, che ha
ancora 5 anni di episcopato udinese davanti a sé, prima dell’età canonica di
pensionamento. 2003, 31 dicembre Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati
nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono
stati 1.690 nel periodo 1.1.1984-31.12.2003. Pesantissima statistica per
una Carnia che si va spopolando!
2004, 21 marzo Si svolge il REFERENDUM per la
istituzione della Provincia dell’Alto Friuli, che dovrebbe comprendere
Carnia, Canal del Ferro, Val Canale e Gemonese per una territorialità
disomogenea sia dal punto di vista geomorfologico che socio-economico. Il
neologismo “Alto Friuli”, coniato a Udine per indicare la Montagna a nord
del capoluogo, non convince nessuno. Il risultato del referendum appare
chiarissimo: da un lato la Carnia che vota SI per il 73%, dall’altra il
restante territorio che vota NO per 83%. Il risultato globale dei 43 comuni
sottoposti a votazione, indica: SI 46%, NO 54%. Cade dunque questo progetto di
creare una provincia regionale comprendente tutto il territorio montano a nord
di Udine. L’Alto Friuli dunque non esiste più, se non nelle pagine interne
del Messaggero Veneto che si ostina a reiterare quotidianamente questo vuoto
neologismo che non indica più nulla. 2004,
25 settembre A Paluzza si presenta
pubblicamente un nuovo progetto autonomistico, la PROVINCIA DELLA CARNIA,
limitata ai soli 28 comuni carnici, cui aderiscono trasversalmente moltissime
personalità carniche. L’incontro avviene in sala S. Giacomo. Molti
intervengono per sollecitare una nuova presa di coscienza e di ripartire dal
quel 73% referendario per intraprendere un percorso più ambizioso
seppure più difficile. Sinteticamente uno STOP AND GO per la PROVINCIA DELLA
CARNIA per la quale si apre un nuovo percorso lungo, difficile ed irto di
insidie. Tutti ne sono pienamente consapevoli ma tutti approvano unanimemente
questo progetto. Gollino e Pittin, insieme al nuovo Comitato, ne prendono atto. 2004,
9 ottobre A Zuglio, si ritrovano i presidenti delle Pro Loco di Carnia
per dare vita ad un Consorzio
Unitario in grado coordinare e unificare l’operoso volontariato che, nel
settore turistico, alimenta iniziative e speranze in tutti i nostri paesi. Come
sede del nuovo Consorzio viene preferito Zuglio; come logo viene
significativamente scelto lo stilema della cattedrale di S. Pietro di
Carnia inscritto in una croce. La ubicazione della sede (Zuglio) e la scelta
di
un simbolo religioso (la cattedrale di S. Pietro) per una associazione laica
quale è il Consorzio delle Pro Loco, esprimono davvero bene la forte percezione
popolare della gente carnica che vede in Zuglio e nella sua cattedrale un
simbolo identitario fortissimo e inconfondibile che non ha evidentemente uguali
in Carnia. 2004, 11 ottobre
Enzo Marsilio,
sindaco emerito di Sutrio e neo-assessore regionale alla Montagna dal giugno
scorso, presenta il NUOVO PROGETTO MONTAGNA e le sue nuove linee di
indirizzo. Non più (si dice) contributi a pioggia ma ben individuati percorsi
di intervento condivisi da Enti pubblici e privati. Come tutti i precedenti
interventi a favore della Montagna, anche questo nasce però con caratteristiche
di ordinarietà, mentre invece la situazione della Carnia appare sempre più
straordinaria nella sua drammatica realtà quotidiana che richiederebbe appunto
azioni straordinarie. La gente di Carnia annota in agenda anche questo ennesimo
Nuovo Progetto partorito per la sua salvezza. E incrocia le dita. 2004, 18 novembre
Enzo Marsilio presenta a Udine un nuovo
strumento comunitario a favore delle zone svantaggiate. Si tratta di INNOREF (Innovazione
e risorse efficienti per crescita sostenibile) progetto che entra nel programma
comunitario Interreg IIIC-Zona Est, di cui fanno parte la regione FVG, la
regione Umbria, un’area del Peloponneso (Grecia) ed una zona della Moravia (Rep.
Ceca). Alla regione FVG spettano ben 1,5 milioni (sic!) di euro. Saranno
finanziati progetti per: turismo, industria, commercio, trasporti, sanità,
agricoltura…Qualcuno ovviamente scuote la testa e riflette: troppe medicine
per un malato che in 50 anni non ha fatto che peggiorare. Dunque: o il malato è
definitivamente perduto oppure le medicine propinate sono state tutte
inadeguate. La seconda ipotesi pare a tutti la più verosimile. A meno che i
medici accorsi non siano all’altezza della situazione. 2005, 11
febbraio 2005, 21
maggio 2005, 11 giugno 2005, 15 luglio 2005, agosto 2005, 4 novembre 2005, 7 novembre 2005, 8 novembre 2005, 10 novembre
2007, 5 novembre 2007, 31 dicembre
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